Navigation

Coronavirus: iniziato il rilascio di detenuti in Turchia

I prigionieri politici, oppositori del presidente Recep Tayyip Erdogan, non beneficano di alcun sconto di pena. KEYSTONE/EPA TURKISH PRESIDENT PRESS OFFICE H sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 15 aprile 2020 - 10:56
(Keystone-ATS)

È iniziato in Turchia il rilascio di migliaia di detenuti dopo l'approvazione di una maxiamnistia per contrastare i rischi di diffusione del coronavirus nelle carceri.

Alcuni bus hanno avviato in queste ore il trasferimento dagli istituti penitenziari dei prigionieri, a partire dagli ultrasessantacinquenni.

La riforma delle norme sull'esecuzione penale ha aperto la strada alla scarcerazione di 90'000 prigionieri, quasi un terzo del totale. La metà potrà usufruire del regime di libertà condizionata almeno fino al 31 maggio, con possibilità di ulteriore estensione dei termini per altri quattro mesi.

Il resto verrà invece scarcerato in maniera definitiva, in parte con detenzione domiciliare, per migliorare strutturalmente le condizioni di sovraffollamento delle carceri, dove attualmente si trovano 123 prigionieri per 100 posti disponibili.

Il provvedimento è stato criticato dalle opposizioni e dalle organizzazioni non governative per l'esclusione degli oppositori politici del presidente Recep Tayyip Erdogan, molti dei quali condannati per controverse accuse di "terrorismo", uno dei reati per cui non sono previsti sconti di pena.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.