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Coronavirus, l'Onu chiede risposta globale per economia

ONU vuole soluzione globale. KEYSTONE/SALVATORE DI NOLFI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 28 maggio 2020 - 20:31
(Keystone-ATS)

L'Onu chiede una risposta globale coordinata per mitigare l'impatto sociale ed economico della pandemia di coronavirus. Altrimenti si rischia il collasso.

Ossia, "fino alla metà della forza lavoro globale - 1,6 miliardi di persone - senza mezzi di sussistenza, una perdita di 8.500 miliardi di dollari nel Pil globale, e altri 60 milioni di persone in estrema povertà", come ha spiegato il segretario generale Antonio Guterres aprendo il summit virtuale organizzato dalle Nazioni Unite insieme al premier canadese Justin Trudeau. Evento a cui hanno preso parte 50 leader mondiali, tra cui il premier Giuseppe Conte, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Emmanuel Macron. Grandi assenti, invece, Usa, Russia e Cina.

"Se non agiamo ora il coronavirus causerà una devastazione e una sofferenza inimmaginabile in tutto il mondo", ha avvertito Guterres: "la pandemia ha dimostrato la nostra fragilità", serve "un'azione collettiva immediata".

"Le risorse del Fondo monetario Internazionale potrebbero non essere sufficienti - ha proseguito - abbiamo gli strumenti per migliorare la liquidità globale e vi esorto a usarli, in particolare a prendere in considerazione una nuova emissione di diritti speciali di prelievo (Sdr)", un asset di riserva internazionale creato dal Fmi. Inoltre, Guterres ha sottolineato che "la moratoria del debito del G20 è un primo passo, ma riguarda solo i Paesi meno sviluppati", invece "deve essere estesa a tutti i Paesi in via di sviluppo e a medio reddito".

"Il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile è oggi più cruciale che mai", ha sostenuto da parte sua la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, ribadendo che "il Recovery Plan è ispirato a sostenibilità e investimenti in salute e trasformazione digitale". Mentre la direttrice dell'Fmi, Kristalina Georgieva, ha riferito di aver "già fornito finanziamenti di emergenza per 22 miliardi di dollari a quasi 60 paesi".

Per il premier Conte "dobbiamo tramutare la crisi in un'opportunità per trasformare le nostre società. L'Italia agirà di conseguenza, non solo perché crediamo fortemente in un multilateralismo efficace, ma anche perché sentiamo una particolare responsabilità come presidenza entrante del G20".

Trudeau ha chiesto un "piano globale e coordinato per la ripresa economica", e diversi leader, tra cui Merkel e Macron, sono convinti che la crisi possa essere un'occasione per arrivare ad un'economia "più resiliente", in modo da aiutare la lotta contro il riscaldamento globale. Il premier britannico Boris Johnson spera che il mondo "ricostruisca meglio", ed è convinto che bisogna "lavorare insieme oltre i confini" per evitare una nuova pandemia e aiutare la ripresa globale.

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