Navigation

Coronavirus: Madrid proroga la serrata, "il peggio deve venire"

"Stanno arrivando giorni critici ai quali dobbiamo prepararci", ha detto Sanchez nel discorso alla nazione. Keystone/EPA MONCLOA PALACE PRESS OFFICE/MONCLOA PALACE PRESS OFFICE / HA sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 22 marzo 2020 - 20:42
(Keystone-ATS)

"Il peggio deve ancora arrivare", ha ribadito il presidente del governo spagnolo Pedro Sanchez, che si appresta a prorogare di altri 15 giorni lo stato di allarme e la conseguente serrata, fino al l'11 aprile.

Il provvedimento dovrà essere approvato dal Congresso, ma Sanchez si è detto fiducioso della cooperazione di tutte le forze politiche.

La decisione del premier risponde ad una situazione drammatica che non lascia troppa scelta: all'ottavo giorno di lockdown in Spagna si contano quasi 400 nuovi morti, un aumento del 30% in 24 ore. In serata il bilancio è di 1'756 vittime in totale e 28'603 contagiati. Le curve fanno paura, più di quelle italiane. E fra i dati raccolti nelle ultime ore spicca quello relativo a medici e personale sanitario infettati dal virus: sono circa 3'500, il 12% dei positivi totali.

"Stanno arrivando giorni critici ai quali dobbiamo prepararci - ha detto Sanchez nel discorso alla nazione -. Il rischio è ovunque ma dobbiamo fare uno sforzo maggiore". Al momento il premier non prevede un inasprimento delle restrizioni, ma ha potenziato la mobilitazione dell'esercito per il trasporto dei malati, annunciato accordi per l'acquisto di materiale medico, e soprattutto è tornato a fare appello all'Ue, chiedendo la creazione di un fondo per la disoccupazione che sia "una prestazione complementare agli aiuti nazionali". Sanchez ha poi evocato un grande Piano Marshall europeo e chiesto la convocazione di una riunione del G20 "per elaborare una risposta globale".

Intanto l'epicentro dell'emergenza in Spagna resta la regione di Madrid, dove c'è il 60% dei contagiati di tutto il Paese: gli ospedali sono al collasso e nelle scorse ore decine di persone sono state trasferite in un centro conferenze convertito in ospedale da campo improvvisato e che può ospitare 5'000 posti letto. I primi 200 pazienti sono stati trasportati nella notte con l'aiuto di militari presso il centro congressi Ifema, la più importante struttura nel suo genere nella capitale spagnola, dove sono stati al momento allestiti 1'300 posti letto.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.