Navigation

Coronavirus: media, in Israele coprifuoco in 40 città

Stando ai media, dato l'acuirsi della crisi del coronavirus, il premier israeliano Benyamin Netanyahu avrebbe deciso di imporre un coprifuoco notturno in 40 città, in cui verrebbe inoltre fermato il sistema educativo. KEYSTONE/AP/HEIDI LEVINE sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 07 settembre 2020 - 07:29
(Keystone-ATS)

Il governo israeliano ha deciso ieri in tarda serata di imporre il coprifuoco notturno su 40 città del Paese, dichiarate zone rosse, per contenere il contagio da coronavirus: a partire da oggi le persone dovranno restare a casa dalle 19.00 alle 05.00.

Lo scrive il sito del Jerusalem Post. Il comitato ministeriale ha deciso inoltre - scrive il giornale - che le scuole saranno chiuse, con l'eccezione di alcuni istituti. Gli assembramenti di oltre dieci persone sono vietati al chiuso, di 20 all'aperto.

Il Jerusalem Post dice di non conoscere la lista, ma di presumere che includa le città di Beitar Illit, Beit Shemesh, Bnei Brak, Daliat al-Carmel, Elad, Emmanuel, Kafr Kassem, Taibe, Tira, Umm el-Fahm, Ashdod, Ashkelon, Kochav Yair, Netivot, Sderot e forse Eilat.

"Nelle ultime 24 ore - ha dichiarato il primo ministro israeliano, Benyamin Netanyahu, citato dal giornale - altre dieci città sono state aggiunte alla lista delle città 'zona rossa' e abbiamo così raggiunto il numero di 40. Alla luce di questo, gli esperti hanno raccomandato di imporre il coprifuoco su tutte queste città e di fermare il sistema educativo in esse, in aggiunta alle restrizioni sugli assembramenti. So che queste risposte non sono facili ma, nella situazione attuale, non ci sono alternative" e le soluzioni adottate sono considerate "responsabili e realistiche".

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.