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Coronavirus: numeri in calo, ma rimanere vigili

Il brigadiere Raynald Droz. KEYSTONE/ANTHONY ANEX sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 20 aprile 2020 - 15:21
(Keystone-ATS)

I numeri riguardanti i nuovi casi confermati di coronavirus, come anche i decessi, sono in calo costante, ma bisogna in ogni caso rimanere vigili.

Lo ha dichiarato oggi durante la consueta conferenza stampa sull'epidemia di Covid-19, Patrick Mathys dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP).

Stando agli ultimi dati dell'UFSP, le nuove infezioni confermate nelle ultime 24 ore (27'944 in totale) sono 204 e almeno 1142 persone (+7) sono morte. Secondo un conteggio dell'agenzia Keystone-ATS, basato sui dati dei cantoni, i decessi legati al coronavirus sono 1410. Da ricordare che la Confederazione si appoggia invece sulle cifre fornite da laboratori e medici, il che spiega tale discrepanza.

Anche il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in diminuzione rispetto a due settimane fa, ha ricordato Mathys. Si è passati da 400 a 260, ha puntualizzato, aggiungendo che la sfida per le prossime settimane, quando verranno decise le prime misure di allentamento, sarà di mantenere elevato il livello di protezione della popolazione.

Turismo in sofferenza

Tra i settori economici che stanno soffrendo particolarmente dell'epidemia figura il turismo in senso largo, ha ricordato Erik Jakob della Segreteria di Stato dell'economia (SECO). A tale riguardo, ha aggiunto Jakob, il settore (alberghiero, ristorazione, risalite, ecc) ha subito una vera e propria emorragia della domanda, calata dell'80-95%.

Per quest'anno, la SECO calcola una diminuzione del fatturato fino al 35% e poi un lenta ripresa nella seconda metà dell'anno in corso, che dipenderà però anche dal ritmo della riapertura delle strutture. Secondo Jakob, tuttavia, una normalizzazione è attesa non prima del 2022.

Per le prossime settimane, la SECO dovrà stabilire assieme agli attori del settore quali misure protettive adottare affinché via sia una certa omogeneità. A più lungo termine, sono previsti altri strumenti per sostenere il settore del turismo. Svizzera Turismo, per esempio, ha chiesto un credito aggiuntivo di 40 milioni di franchi per promuovere la piazza turistica elvetica: si tratterà insomma di stimolare la domanda, anche quella interna.

Soldati, primi licenziamenti

Per quanto attiene all'impiego sussidiario dell'esercito, stando al brigadiere Raynald Droz dei 3800 militi a disposizione, 1200 sono direttamente impiegati a sostegno del sistema sanitario (50 ospedali coinvolti). I compiti riguardano in particolare il trasporto di pazienti, ma anche l'aiuto diretto nei ricoveri.

Delle 365 richieste di aiuto provenienti dai Cantoni, 115 sono ancora in corso ha precisato Droz, aggiungendo che a una quarantina di domande non è stato dato seguito. Tenuto conto di questi numeri e della contrazione dei casi, da 300 a 400 giovani potranno essere rimandati a casa nel corso di questa settimana. Tuttavia, qualora la situazione dovesse cambiare, dovranno rimanere a disposizione ed essere pronti ad entrare in servizio entro 24 ore.

Per quanto attiene allo stato di salute dei soldati, Droz ha segnalato che 66 militi sono risultati positivi al coronavirus, ma che rispetto alla settimana scorsa 100 giovani sono guariti. Attualmente sono 221 i soldati in quarantena e 33 quelli posti in isolamento.

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