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Coronavirus: oltre 28 milioni i contagi al mondo

I Paesi più colpiti dal coronavirus, in termini assoluti, sono Stati Uniti, India e Brasile (foto rappresentativa d'archivio) KEYSTONE/AP/Manish Swarup sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 11 settembre 2020 - 10:00
(Keystone-ATS)

I contagi da coronavirus ufficialmente accertati nel mondo hanno superato quota 28 milioni, secondo i dati dell'università statunitense Johns Hopkins. I decessi totali sono oltre 908'000.

Il paese più colpito in termini assoluti restano gli Stati Uniti, con quasi 6,4 milioni di casi e almeno 191.750 morti. Seguono India e Brasile.

India

L'India ha registrato 96.551 casi di coronavirus tra ieri e oggi: si tratta di un altro record giornaliero dopo quello delle 24 ore precedenti (95.735), che porta il bilancio complessivo dei contagi a quota 4.562.414. Lo ha reso noto il ministero della Sanità, secondo quanto riporta il Guardian.

Allo stesso tempo, sono stati segnalati ulteriori 1.209 morti, per un totale di 76.271 vittime dall'inizio della pandemia. Negli ultimi 10 giorni il numero dei decessi si è sempre mantenuto sopra quota 1.000.

Brasile

Il Brasile ha registrato ieri 40.557 casi di coronavirus e altri 983 morti: lo ha reso noto il ministero della Sanità, secondo quanto riporta la Cnn. I nuovi dati portano il bilancio complessivo dei contagi a quota 4.238.446 e quello delle vittime a 129.522.

L'America Latina ha superato quota 8 milioni di contagi da coronavirus, secondo i dati ufficiali. Dopo il Brasile ci sono Perù, Colombia e Messico.

Lockdown in Israele

In Israele si va verso un lockdown di 14 giorni: il comitato ministeriale di Israele per il coronavirus ha proposto nella notte il lockdown del Paese a fronte del picco dei contagi delle ultime settimane. La decisione sarà convalidata dal governo domenica.

Nella fase iniziale il lockdown durerà due settimane e riguarderà la festa di Rosh ha-Shanà (il Capodanno ebraico) ed il digiuno di Kippur. Se avrà l'effetto sperato, sarà poi allentato in forma molto graduale.

L'inizio del lockdown sarà stabilito dal governo. Secondo i media è prevedibile che avverrà dopo mercoledì, ossia al ritorno del premier israeliano Benyamin Netanyahu da Washington, dove il 15 settembre saranno firmati gli accordi di pace fra Israele ed Emirati arabi uniti.

Una volta che il lockdown sarà entrato in vigore, gli israeliani non potranno allontanarsi dalle proprie abitazioni per oltre 500 metri. Il sistema educativo sarà chiuso e così lo saranno anche tutti gli esercizi privati non indispensabili. Preghiere potranno essere tenute solo all'aperto o in spazi ritenuti idonei dalle autorità sanitarie.

Ieri, prima che il 'Comitato' ministeriale decidesse il lockdown, diversi ospedali avevano fatto presente al governo di aver raggiunto un livello di guardia nei dipartimenti per il coronavirus, specialmente nelle zone più colpite dalla pandemia.

Tokyo abbassa il livello d'allerta

Tokyo abbassa di un gradino il livello di allerta contro il coronavirus, in considerazione del calo settimanale registrato del numero dei contagi. Il governo metropolitano ha spiegato di aver preso la decisione dopo un'ampia consultazione con la commissione di esperti medici, portando il valore a 3 su una scala massima di 4, su cui si era assestato negli ultimi due mesi.

Il vice presidente dell'Associazione medica della capitale, Inokuchi Masataka, ha detto che la media dei nuovi casi negli ultimi sette giorni è scesa a 149, rispetto ai 183 della settimana precedente. "L'andamento ribassista, tuttavia è ancora modesto e i residenti devono continuare a usare cautela", ha comunque aggiunto Masataka. In seguito alla riunione del comitato di vigilanza il governo metropolitano ha inoltre deciso di eliminare le restrizioni che prevedevano di anticipare la chiusura alle 22 per le attività commerciali nel settore della ristorazione.

Con gli ultimi 276 casi nella giornata di giovedì la somma complessiva delle positività a Tokyo si è assestato a 22.444, quasi un terzo del totale nazionale.

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