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Coronavirus: oltre una decina di persone in quarantena in Svizzera

Hans-Peter Lenz del DFAE e Daniel Koch dell'UFSP hanno informato la stampa della situazione. KEYSTONE/ANTHONY ANEX sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 21 febbraio 2020 - 15:20
(Keystone-ATS)

Le autorità sanitarie della Confederazione hanno imposto la quarantena a oltre una decina di persone in Svizzera nel quadro dell'epidemia di coronavirus.

Lo ha annunciato oggi durante una conferenza stampa l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), precisando che gli interessati erano sulla nave da crociera "MS Westerdam".

Dalla nave, che era approdata in Cambogia, sono stati fatti scendere centinaia di passeggeri, ritenuti sani. In un secondo momento però una persona, che non risiede in Svizzera, è stata trovata infetta. Da qui il provvedimento deciso in via precauzionale per chi era a bordo. Tuttora non è stato osservato alcun contagio legato al coronavirus in Svizzera, nonostante un totale di 280 casi sospetti, tutti risultati negativi.

Le persone sono in quarantena - durerà 14 giorni - presso le loro residenze: nessuno ha mostrato sintomi. Rivolgendosi ai media a Berna, Daniel Koch, capo della Divisione malattie trasmissibili dell'UFSP, non ha voluto fornire ulteriori dettagli a proposito dei Cantoni in cui si trovano, per questioni di privacy. Si è limitato ad aggiungere che in generale si sono dimostrati collaborativi.

Una quarantena attende anche i cinque cittadini svizzeri rientrati stamane daCoronavirus: oltre una decina di persone in quarantena in Svizzeralla provincia cinese dell'Hubei, epicentro del contagio. Il volo di ritorno in Europa, organizzato dalla Francia, è atterrato alle 10.30 a Parigi. Insieme a due loro parenti di passaporto cinese svolgeranno il periodo in isolamento nella Confederazione.

I primi rimpatri di cittadini svizzeri risalgono all'inizio di febbraio, sempre in collaborazione la Francia. In quell'occasione però, gli interessati erano stati sottoposti a due settimane di quarantena nel sud dell'Esagono.

Sta bene pure la coppia che di recente ha potuto lasciare la Diamond Princess, nave ferma da settimane nella baia di Yokohama, in Giappone, su cui in molti hanno contratto la patologia. I coniugi faranno ritorno a casa in tempi brevi.

In Cina, ha detto Hans-Peter Lenz, capo del Centro di gestione delle crisi del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), restano alcuni cittadini elvetici. "Non hanno ancora deciso se partire e noi non forniamo nessuna raccomandazione: sta a loro compiere questa scelta".

Per quanto concerne la situazione a livello globale, Koch ha ricordato che le vittime del coronavirus sono ora oltre 2200, ma la situazione resta difficile da valutare. In Corea del Sud, da un paio di giorni i casi registrati stanno salendo in maniera preoccupante, ha aggiunto il funzionario.

Non è prevista al momento una strategia speciale riguardo i sei contagi emersi oggi in Lombardia. "Non vi è notizia di contatti fra persone in Svizzera e i malati in Italia", ha puntualizzato Koch, ribadendo come non si tratti della prima volta che il coronavirus si manifesta vicino ai confini elvetici: era già successo in Francia e in Germania.

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