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Coronavirus: Posta, sospesi obblighi su consegne e apertura filiali

Confrontata con la crisi legata al coronavirus, la Posta non dovrà più sottostare agli obblighi su tempi di consegna e apertura delle filiali. KEYSTONE/CHRISTIAN BEUTLER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 30 marzo 2020 - 16:07
(Keystone-ATS)

La Posta ha ottenuto dalla Confederazione la sospensione temporanea delle disposizioni di legge relative sia a tempi di consegna e recapito sia a raggiungibilità e accesso alle filiali.

L'obiettivo, scrive l'azienda, è di mantenere i servizi indispensabili durante la durata della crisi legata al coronavirus.

A causa dell'epidemia, la Posta, indica un comunicato odierno, è confrontata con enormi sfide. Da un lato il volume dei pacchi è in forte aumento (+40%) e raggiunge i valori record del periodo prenatalizio. Dall'altro, deve fare i conti con una disponibilità di personale in diminuzione.

Circa 2100 dipendenti sono infatti impossibilitati a recarsi sul posto di lavoro. Si tratta di persone appartenenti a gruppi a rischio, obbligate a occuparsi dei figli, in quarantena oppure malate. Inoltre, fa notare il gigante giallo, il rispetto delle norme igieniche e della distanza sociale rallenta molti processi.

La Posta ha pertanto ricevuto l'autorizzazione del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) a sospendere l'obbligo di rispettare alcune disposizioni di legge. Questo allentamento riguardo il servizio universale sarà mantenuto sino alla revoca da parte del Consiglio federale della situazione straordinaria.

In primo luogo, il DATEC ha permesso di levare l'imposizione di attenersi ai tempi di consegna. L'incremento dei pacchi e la crescente carenza di impiegati impongono una durata più lunga di trasporto e recapito, spiega l'azienda.

La Confederazione ha comunque chiesto di fare il possibile per rispettare le tempistiche prestabilite. La Posta ha dunque deciso di smistare eccezionalmente i pacchi anche di sabato, ma riducendo le dimensioni massime di quelli ingombranti.

Inoltre, il DATEC ha abrogato le prescrizioni cantonali in materia di raggiungibilità, domandando tuttavia di riaprire le filiali laddove possibile. Il gigante giallo ricorda che l'indisponibilità di personale può determinare localmente la riduzione degli orari di apertura di punti d'accesso alla rete gestiti autonomamente oppure la temporanea chiusura di altri.

Negli uffici per il momento la vendita è limitata a prodotti e servizi postali. Per alcune filiali in negozi partner è già stata disposta la chiusura su richiesta delle autorità. "Nessuna regione sarà dimenticata", ha assicurato, citato nel comunicato, il direttore della Posta Roberto Cirillo, aggiungendo che però "la salvaguardia del personale ha la massima priorità".

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