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Coronavirus: quasi 53'000 firme per riapertura più sostenibile

Azione simbolica dei sostenitori della petizione KEYSTONE/LAURENT GILLIERON sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 04 maggio 2020 - 15:11
(Keystone-ATS)

Una riapertura più umana, locale e sostenibile. È quanto chiede una petizione corredata da 52'900 firme, raccolte soprattutto in Romandia, consegnata oggi a Berna in occasione della sessione straordinaria delle Camere federali.

Denominata "Appel du 4 mai" (appello del 4 maggio), e lanciata il 23 aprile da alcuni cittadini dell'arco lemanico, chiede alla politica di tener conto dell'aspirazione di molti a un diverso tipo di ripresa economica.

I firmatari vogliono sostenere gli agricoltori svizzeri e gli imprenditori locali. Propugnano anche maggiore attenzione per il sociale e in particolare migliori condizioni di lavoro per alcune professioni, come quelle sanitarie. Il testo chiede anche una riduzione del peso dell'economia nel concetto di sostenibilità, a beneficio dell'ambiente e degli esseri umani.

Dato che i promotori non hanno potuto recarsi a Berna in gran numero, hanno invitato i sostenitori a far sentire la propria voce in modo diverso. In molte città della Svizzera romanda la popolazione si è affacciata alle 12.00 alle finestre e ai balconi per far rumore con pentole, coperchi, fischietti e altro ancora.

Anche Greenpeace ha lanciato una petizione che va nella stessa direzione e chiede che il sostegno all'economia tenga conto del clima. Stamane erano 22'000 le firme raccolte. Il testo invita le autorità svizzere a cogliere l'opportunità offerta dai piani di ripresa economica per mantenere e persino accelerare gli sforzi in termini di protezione del clima e sostenibilità.

Le misure di stimolo dovrebbero basarsi su quattro pilastri: transizione energetica, promozione di un nuovo modello agricolo, disinvestimento dai combustibili fossili per la piazza finanziaria elvetica e imposizione di obiettivi vincolanti di protezione del clima per le imprese. Secondo Greenpeace Svizzera, una tale strategia di ripresa economica creerebbe fino a 50'000 posti di lavoro nel Paese.

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