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Coronavirus: rafforzare il tracciamento e isolamento

Aumentano i casi di Covid e gli sforzi per tracciare i contatti KEYSTONE/LAURENT GILLIERON sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 19 luglio 2020 - 13:37
(Keystone-ATS)

Rintracciare le persone entrate in contatto con un malato di Covid-19 e porle in isolamento o in quarantena è di vitale importanza per interrompere la trasmissione dell'infezione. Per questo alcuni cantoni hanno aumentato i loro sforzi.

Di fronte all'aumento dei casi confermati di Cornavirus, Vaud e Vallese hanno già aumentato il numero di addetti al tracciamento dei contatti, riferisce il Matin Dimanche. Se l'epidemia si sviluppasse di nuovo, gli sforzi di tracciamento risulterebbero comunque vani. Il medico cantonale giurassiano, Christian Lanz, stima che oltre i 200-300 nuovi casi al giorno in Svizzera il contact tracing non avrebbe più senso.

Il SonntagsBlick, che ha analizzato i rapporti degli stati maggiori di crisi di Basilea Campagna, Zugo e Grigioni, ha rilevato che l'attenzione degli svizzeri di fronte al virus sta scemando. Questo lascia presupporre un aumento futuro dei casi di Covid-19. "Il senso della minaccia del virus si sta perdendo tra la popolazione, un grave errore di valutazione", hanno scritto gli esperti della regione di Basilea alla fine di giugno in una valutazione della situazione.

Quanto alle persone che fanno rientro dai paesi a rischio, secondo la NZZ solo la metà è in quarantena. Dall'introduzione dell'obbligo, il 6 luglio, circa 6000 persone sono arrivate da questi paesi negli aeroporti di Ginevra, Zurigo e Basilea, ma in base ai dati forniti dai cantoni, il 17 luglio solo 2328 erano in quarantena e 630 in isolamento. Il presidente dell'organizzazione mantello dei medici cantonali, Rudolf Hauri, chiede quindi che vengano effettuati controlli su tutti gli aerei e gli autobus di ritorno dai Paesi considerati a rischio e che venga lanciata una campagna di informazione per i viaggiatori.

La "SonntagsZeitung" riferisce inoltre che i cantoni d'ora in poi saranno obbligati ad esaminare meglio i piani di protezione per locali e ristoranti e riferirne dettagliatamente alla Confederazione. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) avrebbe inviato loro una comunicazione in questo senso senza preavviso.

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