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Coronavirus, stazioni sciistiche rifiutano di rimborsare clienti

Tutto si ferma, ma gli sciatori non ottengono compensazione. KEYSTONE/URS FLUEELER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 29 marzo 2020 - 14:50
(Keystone-ATS)

Dal 14 marzo le stazioni sciistiche svizzere sono chiuse a causa dell'epidemia di coronavirus e le società che gestiscono gli impianti di risalita rifiutano qualsiasi forma di rimborso, per esempio a chi dispone di abbonamenti stagionali, riferisce la SonntagsZeitung

Che si parli di Davos, Klosters, Flims, Laax, Arosa, Lenzerheide, St. Moritz, Grindelwald, Jungfrau, Andermatt, Sedrun o Zermatt, dappertutto la reazione è identica: niente buoni, niente estensione di validità degli abbonamenti e nessun altro tipo di compensazione.

Secondo il domenicale le varie aziende sembrano essersi accordate fra di loro. In dichiarazioni riportate dal giornale, Pascal Jenny, direttore del resort di Arosa, parla in effetti di una collaborazione di successo tra gli impianti di risalita. Un portavoce della Andermatt Swiss Alps, di cui il miliardario egiziano Samih Sawiris è l'azionista di riferimento, ha confermato che la sua azienda, in accordo con altri grandi gestori, ha deciso di non pagare alcun risarcimento. Le società fanno riferimento alle condizioni generali previste nei contratti con la clientela.

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