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Coronavirus: stop voli Trump da Ue ha aiutato diffusione Usa

Donald Trump KEYSTONE/AP/Alex Brandon sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 24 maggio 2020 - 08:15
(Keystone-ATS)

La decisione di Donald Trump in marzo di bloccare i voli dall'Europa ha creato caos e contribuito a diffondere il coronavirus negli Stati Uniti.

L'annuncio non chiaro e contraddittorio del presidente americano dallo Studio Ovale ha infatti innescato, riporta il Washington Post, la corsa degli americani nel Vecchio Continente a rientrare causando panico negli aeroporti. E così quella che doveva essere la misura per contenere l'epidemia ha avuto l'effetto opposto: assembramenti e il rientro negli Stati Uniti dalla zona epicentro del coronavirus. Un rientro senza eccesivi controlli negli aeroporti americano che ha favorito la diffusione del virus.

Alla decisione di chiudere i confini all'Europa l'amministrazione è arrivata dopo una riunione tesa, con Trump che alla fine si è schierato con la maggioranza a favore dello stop. Da quel momento una serie di eventi sfortunati ha inquinato il messaggio del presidente. Lo staff più concentrato sul messaggio politico da inviare con l'annuncio dallo Studio Ovale ha sottovalutato i dettagli del discorso, lasciando scivolare Trump in una serie di errori che successivamente la Casa Bianca è stata costretta a correggere.

Ma il danno davanti alla telecamere era ormai stato fatto: il messaggio confuso lanciato dal presidente è stato interpretato come uno stop totale senza alcuna eccezione. Invece le eccezioni, nel provvedimento, c'erano per tutti gli americani. Da qui la corsa di chi era in Europa a rientrare, le code agli aeroporti, gli assembramenti. La 'volata' finale del coronavirus alla conquista degli Stati Uniti ha subito così un'accelerazione che ha costretto nelle settimane successive alla chiusura del Paese.

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