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Coronavirus: Ue rinvia decisione sui paesi ai quali riaprire

L'Unione europea temporeggia KEYSTONE/EPA/FELIPE TRUEBA sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 28 giugno 2020 - 14:02
(Keystone-ATS)

L'Ue non ha ancora trovato un'intesa sulla lista dei "paesi sicuri" ai quali riaprire le frontiere dal 1 luglio dopo la chiusura dovuta alla pandemia di coronavirus.

Secondo quanto riferiscono fonti diplomatiche europee all'agenzia France Presse "i colloqui sono ancora in corso e andranno avanti fino a lunedì" perché alcuni membri hanno chiesto più tempo.

Dopo giorni di colloqui, venerdì gli inviati Ue hanno concordato su una lista 14 Paesi (più la Cina a patto che valesse il criterio di 'reciprocità'), che escludeva gli Stati Uniti, da sottoporre ai governi nazionali e sulla quale la Croazia, presidente di turno dell'Ue, aveva chiesto un feedback entro ieri pomeriggio con la speranza di metterla ai voti di tutti i 27 membri il prima possibile.

Ma alcuni, riferiscono le fonti, vogliono limitare la riapertura ai soli Paesi nei quali la situazione epidemiologica è "come o migliore" di quella all'interno dell'Ue.

L'accordo sulle riaperture sarà comunque una raccomandazione perché la decisione finale spetta a ciascun governo. Nella lista provvisoria di Paesi sicuri ci sono Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova Zealand, Ruanda, Serbia, Corea del sud, Thailandia, Tunisia e Uruguay.

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