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Coronavirus: valichi, forte calo transiti, 2 mila persone fermate

Sensibile calo dei transiti ai valichi doganali (foto simbolica). KEYSTONE/TI-PRESS/PABLO GIANINAZZI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 17 marzo 2020 - 14:54
(Keystone-ATS)

I controlli reintrodotti ai valichi con i Paesi confinanti per arginare l'epidemia di coronavirus hanno sensibilmente ridotto il flusso transfrontaliero di persone. Più di 2000 persone sono state fermate.

Dal 17 febbraio al 17 marzo, in Ticino è stata registrata una flessione del 73% e del 37% a livello svizzero, ha affermato oggi davanti ai media il capo dell'Amministrazione federale delle dogane, Christian Bock.

Sempre secondo Bock, a circa 2200 mila persone è stata rifiutata l'entrata in Svizzera. Il Consiglio federale prevede eccezioni unicamente per cittadini svizzeri, domiciliati, lavoratori stranieri (frontalieri, per esempio) e persone che possono far valere motivi gravi.

Bock ha precisato che il traffico merci e di transito prosegue normalmente. Le dichiarazioni doganali sono diminuite, ma al momento la situazione non è preoccupante.

Le autorità faranno in modo di ridurre i problemi ai valichi - molti dei quali chiusi, specie quelli minori - per evitare il formarsi di colonne. Ad ogni modo, ha aggiunto Bock, consigliamo alle persone di non mettersi in viaggio o di adeguarsi alla situazione.

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