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Coronavirus: Wuhan non abbassi la guardia, restate a casa

Abitanti di Wuhan fotografati oggi dopo mesi trascorsi al chiuso. KEYSTONE/AP/Ng Han Guan sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 03 aprile 2020 - 19:27
(Keystone-ATS)

Il ritorno alla normalità è sì più vicino, ma per Wuhan non è tempo di abbassare la guardia: per la prima volta dal 23 gennaio, agli 11 milioni di abitanti sarà permesso dall'8 aprile di viaggiare e di lasciare la città.

I residenti dell'epicentro della pandemia del Covid-19 sono però stati avvisati sulla necessità di rafforzare "le misure di auto-tutela", restando a casa ed evitando di uscire se non per necessità al fine di scongiurare la ripresa dei contagi.

In un comunicato postato sul sito della città, il segretario del Partito comunista locale, Wang Zhonglin, ha ammonito che "il rischio di rimbalzo della pandemia resta alto a causa di fattori interni ed esterni": ragioni più che sufficienti per "mantenere le misure di prevenzione e controllo".

Pur se sono stati azzerati i nuovi contagi insomma, Wang ha esortato le aree residenziali a restare vigili sul rispetto delle misure contro il coronavirus.

L'allerta arriva mentre la Cina si prepara a onorare i primi "14 martiri" caduti in prima linea nell'Hubei durante la guerra contro il Covid-19. Si tratta di medici, infermieri e poliziotti, tra cui figura Li Wenliang, l'oculista di 34 anni scomparso il 7 febbraio dopo aver contratto il virus, e tra i primi a intuire un collegamento tra le polmoniti anomale di Wuhan e la Sars del 2003.

Invece di essere ascoltato, fu redarguito dalla polizia locale per "diffusione di false informazioni su internet", finendo poi per ottenere un'amara riabilitazione postuma sulla spinta di un'indignazione rimbalzata veloce su internet. Il programma prevede che domani sia osservato nel Paese un silenzio di tre minuti.

La Cina sembra aver messo sotto controllo la pandemia in due mesi grazie alle misure draconiane adottate, bloccando l'intero Paese, tra produzione e spostamenti. Eppure la leadership comunista resta molto prudente e timorosa di una seconda ondata tra contagi di ritorno e asintomatici, diventati con i dati di giovedì rispettivamente 870 e quasi 1.100, ha comunicato la Commissione sanitaria nazionale.

Solo a Wuhan sono stati trovati 51 nuovi asintomatici, mentre le persone sotto osservazione sono 705: positive al virus, ma senza segnali evidenti.

I timori di nuova ondata sono aumentati quando la contea di 600.000 abitanti di Jia, nell'Henan, provincia a nord dell'Hubei, è stata isolata per i parecchi casi d'infezione.

Anche Singapore, nel giorno del suo quinto decesso e con i casi saliti a 1.049, ha adottato un "salvavita" di un mese. Malgrado la situazione sia sotto controllo, il premier Lee Hsien Loong ha disposto movimenti limitati allo stretto necessario (spesa ed esercizi fisici nei parchi), incontri di gruppo solo per le famiglie e scuole da mercoledì in modalità e-learning. Uffici chiusi, tranne quelli essenziali.

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