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Il divieto di portare il niqab introdotto in Belgio non viola alcun diritto fondamentale per la Corte di Strasburgo.

KEYSTONE/EPA DPA/KARLHEINZ SCHINDLER

(sda-ats)

La legislazione belga che vieta alle donne di indossare veli che coprono il viso come il niqab non violano il diritto al rispetto della vita privata e alla libertà di pensiero, coscienza e religione delle donne, e non sono un atto discriminatorio.

Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti umani, in base ai ricorsi di tre donne di religione musulmana contro le leggi municipali e nazionali introdotte nel 2008 e 2011.

La Corte di Strasburgo, ricalcando in sostanza quanto già stabilito per la legge francese nel 2014, considera che il divieto di indossare per esempio il niqab in luoghi pubblici è giustificabile perché la legge mira a garantire le condizioni del vivere assieme. I giudici sostengono inoltre che gli Stati, in questo caso il Belgio, sono in una posizione migliore di quella della corte di Strasburgo per giudicare "le necessità locali e nazionali e il contesto".

Adottando le leggi che vietano di indossare i veli che nascondono in parte o totalmente il viso in luoghi pubblici lo Stato belga, affermano i giudici, ha voluto rispondere a una pratica che considera incompatibile nella sua società con la comunicazione interpersonale e più in generale la costruzione di relazioni umane, indispensabili per la vita collettiva.

SDA-ATS