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GINEVRA - Sono più di 10 mila gli ivoriani che hanno abbandonato le loro case trovando rifugio nell'ovest della Costa d'Avorio per le violenze interetniche esplose lo scorso 3 gennaio.
Lo stima oggi il Comitato internazionale della Croce rossa (Cicr) precisando che non c'è un legame diretto con la crisi politica che sta vivendo il Paese dopo la contestata elezione presidenziale del 28 novembre scorso.
Gli scontri a Duekouè (500 km ad ovest di Abidjan) sono iniziati il 3 gennaio dopo la morte di una donna in seguito a un'aggressione, ha spiegato un responsabile dei diritti umani della missione delle Nazioni Unite in Costa d'Avorio (Onuci). Secondo fonti Onu, 14 persone hanno perso la vita da allora, mentre il Cicr ha contato un'ottantina di feriti.
Gli scontri hanno costretto almeno 10 mila persone a trovare rifugio "nella missione cattolica della città", ha spiegato il portavoce del Cicr, Steven Anderson, precisando che dall'inizio di dicembre in questo luogo si erano rifugiate altre duemila persone.

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SDA-ATS