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Costanza (D): pescatori tedeschi e svizzeri contro piscicolture

Un progetto di piscicoltura nel lago di Costanza suscita malumori tra i pescatori. KEYSTONE/DPA/FELIX KÄSTLE sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 10 ottobre 2020 - 16:26
(Keystone-ATS)

Con oltre 100 imbarcazioni, pescatori professionisti provenienti dalla Germania e dalla Svizzera hanno protestato oggi sul Bodanico, di fronte a Costanza (D), contro progetti di piscicoltura di coregoni nelle acque del lago.

Una cooperativa vuole far costruire le strutture per l'allevamento di coregoni poiché le rese della pesca sono in calo da anni. Questa evoluzione è dovuta alla mancanza di sostanze nutrienti nel lago. Ma poiché l'appetito per il coregone è ancora grande, sempre più pesce viene importato dall'estero. "I recinti a rete per l'allevamento del coregone sono una pessima visione per il futuro del lago di Costanza", ha detto all'agenzia di stampa tedesca Dpa Elke Dilger, dei pescatori professionisti del Baden-Württemberg (D).

La maggior parte di loro teme la trasmissione di malattie agli animali selvatici e la contaminazione del lago, che funge anche da serbatoio di acqua potabile per circa quattro milioni di persone. La Commissione internazionale permanente per la protezione delle acque del lago di Costanza esclude esplicitamente recinti a rete. Per una sicurezza ancora maggiore, i pescatori chiedono però un divieto iscritto nella legge.

La cooperativa "Regio Bodensee Fisch" (Pesce della regione del lago Bodanico) vuole invece imboccare la strada dell'allevamento con strutture "moderne ed ecologicamente ben gestite". Il ministro dell'agricoltura del Baden-Württemberg, Peter Hauk (dell'Unione cristiano democratica, centro destra), vede di buon occhio il progetto: "Le acquacolture possono essere un modo per produrre pesce commestibile regionale di alta qualità e nel rispetto dei più alti standard ambientali", ha detto alla Dpa.

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