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I lavoratori della costruzione ne hanno abbastanza e i sindacati Syna e Unia annunciano azioni di protesta.

KEYSTONE/SIGGI BUCHER

(sda-ats)

Nella costruzione crescono le tensioni tra sindacati e padronato. In un incontro con i media i rappresentanti dei lavoratori hanno annunciato azioni di protesta.

Al centro della diatriba ci sono il contratto nazionale del settore, che scade alla fine dell'anno, e il mantenimento del pensionamento a 60 anni, hanno indicato oggi i sindacati Syna e Unia, in una conferenza stampa a Berna.

"Da agosto vengono condotti negoziati per assicurare la perennità del pensionamento a 60 anni", hanno ricordato i sindacati, secondo i quali una soluzione è pronta. Questa contempla il mantenimento dei 60 anni per la fine dell'attività lavorativa e il finanziamento del risanamento delle pensioni da parte dei lavoratori in cambio di un aumento salariale dignitoso.

"La Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC) - hanno proseguito i rappresentanti dei lavoratori - fa sapere che sarebbe pronta a questa soluzione solo nel caso in cui i sindacati accettino uno smantellamento nel Contratto nazionale mantello (CNM)". I tagli nel CNM proposti dalla SSIC in cambio del mantenimento della pensione a 60 anni consistono in particolare, secondo i sindacati in un sistema di lavoro a chiamata, descritto come un "attacco contro la salute dei lavoratori". Il dumping salariale così come l'abolizione della protezione contro le intemperie completano i peggioramenti voluti dagli impresari.

"La nostra salute non è in vendita", reclamano i muratori, sottolineando che le loro giornate lavorative - a volte di dieci ore sui cantieri oltre a due ore di viaggio nel traffico - sono estremamente pesanti. Ora gli impresari costruttori vogliono aumentare le ore flessibili all'anno da 100 a 300 con conseguenze che sarebbero disastrose: le giornate lavorative di dodici ore diverrebbero la norma da marzo a dicembre con un riposo forzato in gennaio e febbraio.

In un comunicato la SSIC dichiara che "dal 2019, i sindacati vogliono che i lavoratori siano indennizzati in inverno a carico della cassa di disoccupazione". Si tratta di una "proposta scandalosa", di un incitamento all'abuso sociale. I datori di lavoro chiedono alla presidente di Unia Vania Alleva e al presidente di Syna Arno Kerst una presa di distanza pubblica da queste proposte. Il fatto che una delegazione negoziale lodi una tale idea come soluzione per il settore è semplicemente inaccettabile, dichiarano. Se dovessero essere avanzate ancora proposte di questo genere, la SSIC sospenderà temporaneamente le trattative contrattuali.

I lavoratori edili affermano invece di averne abbastanza e annunciano azioni di protesta dalla metà di ottobre in tutta la Svizzera. La prima è prevista a sud delle Alpi il 15 ottobre, poi il giorno seguente a Ginevra.

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SDA-ATS