Navigation

Costruzione, fatturato torna indietro di 10 anni

Si lavora di meno sui cantieri. KEYSTONE/GIAN EHRENZELLER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 26 agosto 2020 - 10:00
(Keystone-ATS)

Nel settore della costruzione il giro d'affari, sulla scia del coronavirus, fa un balzo indietro di un decennio: nel secondo trimestre si è attestato a 5,0 miliardi, la cifra più bassa dal 2010 per un periodo aprile-giugno e in contrazione dell'8% su base annua.

Lo sottolinea la Società svizzera degli impresari-costruttori (SSIC). Gli imprenditori esortano gli enti pubblici ad accelerare le procedure e a dare loro lavoro.

Nel periodo in rassegna le nuove commesse sono diminuite del 2% a 4,8 miliardi, mentre le riserve di lavoro sono ammontate a 15,7 miliardi (-3%), emerge dai dati pubblicati oggi. La difficile situazione ha avuto un impatto anche sull'impiego: a fine giugno i posti a tempo pieno con contratto indeterminato erano 79'000 (-4%).

Il secondo trimestre fa seguito alla frenata del primo (-2%) e anche le prospettive per la terza parte dell'anno sono negative. Secondo l'indice costruzioni di Credit Suisse e della SSIC il fatturato dovrebbe attestarsi a 5,6 miliardi di franchi, il 9% in meno rispetto al periodo luglio-settembre del 2019. Le norme igieniche e di distanza imposte dalla pandemia stanno pregiudicando la produttività su molti cantieri: è necessario più personale o più tempo per completare un progetto di costruzione, osserva la SSIC.

L'organizzazione sottolinea che anche di fronte alla crisi del Covid-19 l'edilizia è stata in grado di mantenere il suo ruolo di importante datore di lavoro e di preservare gli impieghi. Tuttavia, nella situazione attuale non vi è alcun margine di manovra per gli aumenti salariali del 2021, mettono in guardia gli impresari. Anche gli oneri sociali devono essere stabilizzati al livello attuale, oppure addirittura ridotti.

Il settore del genio civile ha potuto mantenere le sue riserve di lavoro grazie agli ordini dei committenti privati, mentre quelli pubblici sono rimasti prudenti: nel primo semestre del 2020 l'assegnazione di nuovi mandati del settore pubblico è diminuito del 9%. La SSIC lancia un nuovo appello a comuni, a cantoni e alla Confederazione affinché intensifichino i lavori nella pianificazione dei progetti, nelle procedure per le licenze di costruzione e nelle aggiudicazioni dei mandati. Secondo l'associazione i committenti pubblici detengono una parte importante della responsabilità sociale, in particolare per quanto riguarda la salvaguardia dei posti di lavoro, anche considerato che in molti cantoni il settore delle costruzioni è uno dei tre principali datori di lavoro.

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.