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Costruzioni: interrotti negoziati salariali, Unia arrabbiata

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 dicembre 2010 - 16:45
(Keystone-ATS)

BERNA - La Società Svizzera degli Impresari Costruttori (SSIC) ha interrotto le trattative sulle rimunerazioni che erano in corso con i sindacati. L'organizzazione padronale ribadisce la sua offerta di un aumento dell'1% della massa salariale. Unia considera l'atteggiamento padronale un "annuncio di battaglia".
Al termine di quattro round negoziali le posizioni non si sono avvicinate, osserva la SSIC in una nota diramata oggi. "I sindacati sono rimasti sulle loro posizioni", ossia la richiesta di un aumento in busta paga del 2,7% per tutti, contro il +1% offerto dal padronato, si legge in una nota della SSIC.
Visto che non sono andate in porto, la SSIC considera chiuse le trattative. L'organizzazione raccomanda ora ai propri membri di alzare la massa salariale del 2011 di un punto percentuale. Tenuto conto di un rincaro dello 0,3%, ne deriva un aumento in termini reali dello 0,7%.
La proposta padronale tiene conto della situazione sul fronte dei rendimenti, difficile malgrado la congiuntura favorevole nel settore delle costruzioni, si legge nel comunicato. La SSIC rileva che fino al dicembre 2011 vige il contratto nazionale mantello e quindi la pace del lavoro.
Con un "diktat salariale" che prevede un aumento dell'1% delle retribuzioni i datori di lavoro si avviano sulla rotta di collisione, osserva il sindacato Unia in un comunicato diffuso oggi.
Con il suo intervento unilaterale, la SSIC ha messo chiaramente in luce cosa intende per partenariato: "diktat padronale invece di dialogo e soluzione negoziale", scrive Unia.

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