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ZURIGO - Dopo UBS, domani saranno i vertici di Credit Suisse a dover ascoltare critiche da più parti. Diversi azionisti hanno preannunciato la loro opposizione al rapporto sulle remunerazioni, irritati dai maxi-bonus distribuiti dalla banca.
Dominique Biedermann, direttore della fondazione Ethos, che riunisce 75 casse pensioni, ha invitato a respingere il rapporto. Stessa posizione per Actares, gruppo di azionisti per un'economia sostenibile.
Anche il partito liberale radicale svizzero si è distanziato dagli stipendi d'oro per i top manager: il comitato esecutivo del PLR ha deciso di raccomandare agli azionisti della seconda banca del paese di votare contro la relazione sulle retribuzioni.
Invito appoggiato dalle società americane di consulenza aziendale ISS e Glass-Lewis, legate come Ethos alle casse pensioni. Il voto sulle remunerazioni ha comunque solo un carattere consultivo.
Organizzazioni queste che assieme ad altre e a una serie di piccoli azionisti in occasione dell'assemblea generale dell'UBS del 14 aprile hanno detto no nella misura del 39,4% al rapporto sulle remunerazioni e che hanno negato il discarico ai vertici dell'istituto per il 2007.
Per l'esercizio 2009 il Credit Suisse, che ha realizzato un utile netto di 6,7 miliardi di franchi, ha destinato 6,9 miliardi alle gratifiche. Al presidente della direzione Brady Dougan vanno, oltre allo stipendio fisso di 1,25 milioni, 17,9 milioni scaglionati nel tempo a titolo di bonus. Il polverone è però stato sollevato dai 71 milioni di franchi sotto forma di azioni ricevute dal Ceo in seguito al programma di incentivazione a lungo termine PIP avviato nel 2005.

SDA-ATS