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Credit Suisse si è dichiarato colpevole di complicità in evasione fiscale negli Usa e ha accettato di pagare una multa di 2,6 miliardi di dollari (2,3 miliardi di franchi) alle autorità americane. Lo ha annunciato il ministero di giustizia a Washington.

Credit Suisse diventa così la prima banca negli ultimi 20 anni a dichiararsi colpevole di un reato negli Stati Uniti. La sanzione arriva al termine di un'indagine durata anni e che vede implicati anche altri 13 istituti svizzeri, la cui posizione rimane per il momento immutata. È anche un tangibile segno del cambiamento di marcia del Dipartimento di giustizia, duramente criticato internamente per aver trattato troppo con i guanti di velluto le banche dopo la crisi finanziaria del 2008.

La fattura presentata a Credit Suisse è molto più salata di quella subita da UBS, che nel febbraio del 2009 accettò di pagare una multa di 780 milioni di dollari per risolvere una vertenza analoga, senza peraltro dichiararsi colpevole. UBS consegnò inoltre i nomi di clienti sospettati di aver frodato il fisco USA.

SDA-ATS