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ZURIGO - Non ci sono indizi che i dati di clienti bancari rubati e offerti al governo tedesco riguardino il Credit Suisse. È quanto ha indicato ieri sera Urs Rohner, vice presidente del Consiglio di amministrazione della banca. Questa mattina però la stampa tedesca insiste e, sulle pagine della "Süddeutsche Zeitung", si fa il nome dell'istituto elvetico.
"Per il momento non sussiste alcun indizio che lasci pensare che si tratti di dati provenienti dal Credit Suisse", ha affermato ieri sera Rohmer nel corso di un forum di discussione organizzato dal portale economico "Cash".
Questi ha tuttavia aggiunto che tale possibilità non può essere completamente esclusa dato che qualsiasi sistema può essere violato, compreso un sistema bancario. La sicurezza assoluta non esiste, ha aggiunto. Sulla effettiva legalità dell'azione delle autorità tedesche, Rohmer, di formazione giurista, ha espresso "forti perplessità".
Secondo la "Süddeutsche Zeitung", se inizialmente a proposito delle informazioni sottratte si facevano i nomi di altre banche, come UBS, HSBC o Julius Bär, sembra invece che in realtà i dati provengano da CS e non riguarderebbero soltanto vecchi movimenti di soldi, ma versamenti risalenti anche al 2008.

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SDA-ATS