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Credit Suisse, soffre la reputazione della banca

La banca guidata dal Ceo Tidjane Thiam sta passando settimane tutt'altro che facili. KEYSTONE/AP/MARK LENNIHAN sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 09 ottobre 2019 - 12:00
(Keystone-ATS)

La vicenda dell'ex top manager pedinato ha arrecato danno alla reputazione di Credit Suisse: a soffrire non sono solo i vertici, ma tutta la banca, afferma Daniel Künstle, direttore della società di consulenza Commslab, in un'intervista all'agenzia finanziaria Awp.

In collaborazione con l'Università di Zurigo l'azienda renana calcola sin dal 1998, su base giornaliera, il Sedimented Reputation Index (SRI), un indice di reputazione con una scala che va da -100 a +100. Credit Suisse ha vissuto il suo massimo storico (+8,5) nel febbraio 2007, poi l'indicatore è sceso sino a un minimo di -50 nella primavera 2014 sulla scia della vertenza fiscale negli Usa.

Immediatamente prima che scoppiasse il caso Iqbal Khan - fino a giugno responsabile della gestione patrimoniale di Credit Suisse e dal primo ottobre in forza a UBS - la banca si trovava a -14, valore che in seguito ai commenti negativi sulla stampa è sceso a -24.

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