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Gli specialisti di Credit Suisse prevedono per il secondo semestre 2018 un buon potenziale di crescita per il mercato azionario, in particolare quello svizzero (foto d'archivio)

Keystone/GAETAN BALLY

(sda-ats)

Gli specialisti di Credit Suisse prevedono per il secondo semestre 2018 un buon potenziale di crescita per il mercato azionario, in particolare quello svizzero, dopo un inizio dell'anno modesto.

La Banca nazionale svizzera (BNS) potrebbe inoltre alzare i tassi qualche mese prima rispetto alla Banca centrale europea (BCE).

A livello mondiale, "la crescita proseguirà in modo solido. Il rallentamento che vediamo è temporaneo", ha affermato Michael Strobaek, direttore degli investimenti dell'istituto, in occasione della presentazione a Zurigo dell'ultima edizione dell'Investment Outlook.

È vero che il ciclo economico è molto avanzato, ma Strobaek non prevede una recessione, che molti osservatori dei mercati ritengono probabile per metà 2020. Inoltre la Svizzera "rimane sulla via di una forte crescita", dimostrando "grande agilità". Gran parte del nuovo impulso arriverà dall'Europa e ad approfittarne saranno anche le aziende svizzere, ha detto Strobaek.

I principali rischi sono geopolitici a causa delle tensioni commerciali, in particolare tra Stati Uniti e Cina nonché tra USA e Unione europea. Tuttavia, "non vi sono segnali che il commercio internazionale stia rallentando", ha detto. Le tendenze "me first" non sono una novità e non dovrebbero bloccare la crescita.

Mentre i rischi d'inflazione, attualmente ancora modesti, dovrebbero aumentare solo in modo graduale: "Non condividiamo l'ipotesi di un picco dell'inflazione", ha affermato.

Normalizzazione monetaria

Secondo Strobaek, le banche centrali proseguiranno la loro politica di normalizzazione monetaria "cominciata quest'anno". Gli specialisti di Credit Suisse ritengono che la BNS potrebbe iniziare ad invertire progressivamente la propria politica dei tassi negativi con un primo aumento nel primo trimestre 2019, qualche mese in anticipo rispetto alla BCE.

I tassi d'interesse rimarranno ancora negativi, ha precisato dal canto suo Nannette Hechler-Fayd'herbe, responsabile della strategia d'investimento di Credit Suisse. Infine, il tasso di cambio euro-franco dovrebbe attestarsi tra dodici mesi tra 1,15 e 1,25 franchi per un euro, contro gli attuali 1,1620 franchi.

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SDA-ATS