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Credit Suisse: una parte di rischio è indispensabile

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 aprile 2011 - 12:42
(Keystone-ATS)

Senza prendere rischi una banca non può operare, ha affermato in sintesi Hans-Ulrich Dörig, presidente del consiglio di amministrazione del Credit Suisse, rivolgendosi oggi all'assemblea degli azionisti. D'altro canto l'istituto si è detto favorevole a una piazza finanziaria svizzera solida e a un rafforzamento della normativa sui fondi propri riguardante le grandi banche.

Secondo Dörig, che terminata l'assemblea passerà il testimone al suo successore Urs Rohner, attuale vicepresidente dell'organo di sorveglianza, "se si eliminano i rischi si ammazzano le chance". Oltre 4000 dipendenti, ossia l'8% dell'organico della banca, si occupano in vari modi dei rischi e del loro controllo, ha sottolineato.

Il numero due bancario elvetico ha ribadito di accettare regole più severe per le grandi banche. Stando a Brady Dougan, presidente della direzione, la banca ha adeguato rapidamente il suo modello d'affari ai cambiamenti delle disposizioni sul capitale e sulla liquidità. Il Ceo ha rammentato che il Credit Suisse a inizio 2011 è stato il primo istituto al mondo ad emettere i Coco-bond (contingent convertible bond).

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