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I capi di Stato che attaccano un altro Paese devono poter essere giudicati personalmente dalla Corte penale internazionale (CPI).

È quanto prevedono gli emendamenti allo Statuto di Roma ratificati oggi dalla Svizzera. Le nuove disposizioni erano state approvate dal parlamento nel marzo scorso.

In futuro - si legge in una nota odierna del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) - l'impiego di veleno e armi tossiche, di gas e sostanze o dispositivi simili nonché dei cosiddetti "proiettili dum-dum" sarà proibito anche nell'ambito di un conflitto armato interno.

Gli emendamenti entreranno in vigore tra un anno, aggiunge il DFAE, precisando che la facoltà della CPI di perseguire un crimine di aggressione è subordinata a un'ulteriore decisione da parte degli Stati parte dello Statuto. La ratifica non comporta modifiche al diritto penale svizzero.

La CPI è competente per punire crimini gravi secondo il diritto internazionale pubblico (crimine di genocidio, crimini contro l'umanità, crimini di guerra e in futuro anche crimine di aggressione). Lo Statuto di Roma rappresenta l'atto costitutivo di tale Corte, che attualmente conta 122 membri con la Svizzera.

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SDA-ATS