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Crisi, Berlino gela le attese

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 ottobre 2011 - 19:59
(Keystone-ATS)

Berlino gela le attese e manda in fibrillazione i mercati. All'inizio di una settimana cruciale per il futuro dell'Eurozona, destinata a concludersi domenica con un vertice europeo da cui ci si aspetta decisioni fondamentali, la Germania ha preso tutti in contropiede. Attendersi troppo dal summit Ue, ha avvertito Berlino, potrebbe essere controproducente. La strada per uscire dalla crisi sarà ancora lunga.

Una prudenza d'obbligo, quella tedesca, alla luce dell'ampiezza e delle difficoltà che circondano le tematiche che saranno sul tavolo del summit. La concessione di una nuova tranche del prestito alla Grecia, il potenziamento del fondo salva-Stati Efsf, il piano di ricapitalizzazione delle banche e le proposte per rafforzare ulteriormente la governance economica sono argomenti potenzialmente esplosivi e in grado, anche presi uno alla volta, di creare divisioni all'intero dell'Ue.

"Come ha già detto la cancelliera nei giorni scorsi - ha ribadito oggi il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seiber - i sogni riaffioranti nei confronti del pacchetto anticrisi ancora una volta non saranno realizzati. Si tratta di un lavoro lungo - ha aggiunto - che forse avrà termine il prossimo anno o ancora più in là".

Eppure i riflettori e l'attenzione dei mercati continuano a essere puntati sul summit di domenica e sulle riunioni che lo precederanno. Venerdì toccherà ai ministri delle Finanze dell'Eurogruppo tentare di sciogliere i nodi ancora sul tappeto. Mentre sabato a confrontarsi sui temi in agenda del vertice Ue saranno prima i ministri delle Finanze dell'Ecofin e poi i ministri degli Esteri dell'Unione.

"È la settimana più cruciale per la Grecia e l'Eurozona" ha sottolineato senza mezzi termini il premier greco Giorgio Papandreou indicando l'esigenza di prendere decisioni importanti che possano porre termine a una situazione caratterizzata da un'insicurezza che non giova a nessuno. Sul fronte greco, è ormai scontato che il principale problema da risolvere riguarda la partecipazione dei privati al default parziale e controllato del debito. La quota del 21% indicata dal vertice dell'Eurogruppo del 21 luglio scorso non viene ritenuta più credibile, ma sulla fissazione di una nuova soglia il dibattito è più che aperto.

Altra questione ampiamente controversa è quella della ricapitalizzazione delle banche. Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schauble si dice convinto che il livello di capitale proprio delle principali banche sarà portato al 9%. Ma contemporaneamente la Bundesbank ha messo in guardia l'Ue dal rischio di imporre agli istituti di credito ricapitalizzazioni troppo elevate.

"Stiamo affrontando momenti difficili. Ci sono dubbi sulla tenuta di alcuni stati sovrani e ciò crea una situazione che minaccia la stabilità", ha chiosato il presidente uscente della Bce Jean-Claude Juncker in una delle sue ultime uscite pubbliche in questa veste.

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