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Crisi: dopo spagna S&P avverte Ue; Madrid, no aiuti

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 aprile 2012 - 19:42
(Keystone-ATS)

Dopo la scure sul rating della Spagna, Standard & Poor's avverte il resto d'Europa: le sfide per i governi "stanno aumentando velocemente". Intanto sia Madrid, sia la Commissione europea e la stessa Bce sono costrette a intervenire per allontanare i timori che sia già in corso un negoziato, tenuto segreto, per il salvataggio della Spagna, mentre il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Garcia-Margallo, parla di "crisi di proporzioni enormi".

Luis de Guindos, il ministro dell'Economia, nelle stesse ore della bocciatura di Standard & Poor's annunciata in nottata, è stato costretto a correre ai ripari ancora una volta: "nessuno ha chiesto alla Spagna, ufficialmente o meno", di rivolgersi al meccanismo di salvataggio europeo. Le banche spagnole - ha aggiunto de Guindos - non hanno bisogno di altre iniezioni di liquidità da parte della Bce dopo i due maxi finanziamenti a tre anni effettuati da Francoforte.

Stessa linea da Bruxelles: "Restiamo fiduciosi nell'impegno dimostrato dal governo spagnolo per rispettare i suoi obblighi e raggiungere gli obiettivi di bilancio 2012 e 2013", fa sapere la Commissione europea. E la Banca centrale europea ha dovuto chiarire alcune dichiarazioni del suo vice-presidente, Vitor Constancio, interpretate da alcuni come la conferma che la Spagna sta negoziando con l'Ue e il Fondo monetario internazionale un programma di salvataggio.

"C'è stato un accordo fra la troika e la Spagna, e il programma lo si sta realizzando, sono state introdotte riforme strutturali" ha detto Constancio. la Spagna non ha mai avuto negoziati formali con la troika, cioè il team di esperti di Ue-Fmi-Bce incaricati di monitorare le riforme concesse dopo il salvataggio a Grecia, Irlanda e Portogallo: inevitabile pensare a un negoziato informale, ancora segreto, anche se la Bce ha spiegato che Constancio si riferiva semplicemente ad alcuni report delle tre istituzioni sui progressi di Madrid.

Intanto, a Madrid, il governo ha promesso il ritorno alla crescita nel 2013, ipotesi esclusa da S&P che ha tagliato il rating di ben due gradini e mantiene una prospettiva negativa sul suo giudizio. La disoccupazione è volata, nel primo trimestre al 24,4%, ai massimi di quasi due decenni, e i consumi sono in calo da ventuno mesi consecutivi.

"Numeri terribili per tutti e terribili per il governo", si è lasciato sfuggire Garcia-Margallo. E parlando a Bloomberg Television Moritz Kraemer, responsabile dei rating sovrani di Standard & Poor's, dopo la bocciatura della Spagna avverte gli altri partner Ue: la Banca centrale europea "non può risolvere la crisi". "Solo i politici europei possono farlo. Credo ci siano segnali incoraggianti in termini di riforme strutturali, anche in Spagna, ma le sfide stanno aumentando e velocemente".

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