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Crisi coronavirus rafforza tassi negativi, impatto sul mattone

UBS si aspetta un'ondata di risanamenti. KEYSTONE/STEFFEN SCHMIDT sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 19 maggio 2020 - 16:00
(Keystone-ATS)

La crisi del coronavirus rafforza ulteriormente la tendenza a mantenere negativi i tassi di interessi in Svizzera, con conseguenze importanti sul mercato immobiliare e sulle strategie di investimento: ne sono convinti gli economisti di UBS.

I tassi sotto lo zero vigono ormai da oltre cinque anni, affermano gli specialisti della grande banca in un'analisi pubblicata oggi. Alla luce del forte aumento del debito statale in Europa e della politica monetaria praticata dagli istituti centrali non è prevedibile che le cosa cambino.

L'esperienza di questo lustro permette così a UBS di cristallizzare cinque tendenze. Innanzitutto gli alloggi vengono comprati sempre più spesso a scopo di investimento: al momento un appartamento di proprietà su sei dopo l'acquisto viene affittato, un fenomeno che interessa in particolare i centri urbani.

Secondariamente, lo sfitto viene ormai considerato parte del gioco. Anche a lungo termine il numero delle abitazioni che non trovano un locatario non tornerà più sotto i valori del 2015. Ma visto che i costi del capitale sono diminuiti, i locatori posso aspettare.

Terzo, si assiste a una stabilizzazione dei prezzi, anche se gli appartamenti in ottima posizione continuano a valere di più: dall'introduzione degli interessi negativi nel centro di Zurigo è stato registrato un +60%. Ma i costi di transazione sono elevati e chi compra deve rimanere proprietario a lungo (effetto lock-in), cosa che diminuisce la liquidità del mercato.

Quarto punto, sempre più spesso conviene risanare completamente uno stabile più che comprarne uno nuovo: in tal modo è infatti possibile aumentare sensibilmente le pigioni. Questa evoluzione è favorita dagli incentivi ecologici statali: gli specialisti di UBS si aspettano un'ondata di risanamenti di immobili nei prossimi anni.

Quinto e ultimo aspetto, i crediti ipotecari diventano più economici, grazie a interventi diretti da parte di investitori istituzionali quali casse pensioni e assicurazioni. La concorrenza aumenta la pressione al ribasso sui tassi dei mutui.

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