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Il primo ministro croato Andrej Plenkovic (foto d'archivio).

KEYSTONE/EPA/ANTONIO BAT

(sda-ats)

Dopo il secondo turno delle elezioni amministrative tenutosi ieri in Croazia, i conservatori del primo ministro, Andrej Plenkovic, possono considerarsi più che soddisfatti con la vittoria nella maggioranza delle province e in un largo numero di comuni.

L'Unione democratica croata (Hdz) di Plenkovic ha infatti conquistato 12 delle 20 province in cui è suddiviso il Paese e avrà propri sindaci in 266 comuni sul totale di 555. Molto importante per la posizione del premier a livello nazionale è la vittoria a Spalato, seconda città del Paese, dove il primo cittadino sarà Andro Krstulovic Opara, esponente dell'Hdz molto vicino allo stesso Plenkovic.

Il premier può ora tentare di riconfigurare la coalizione di governo, dopo la dissoluzione due mesi fa, per insormontabili dissensi interni, della compagine governativa composta dall'Hdz e dal nuovo partito populista e centrista Most (il Ponte), che alle amministrative ha ottenuto risultati abbastanza deludenti.

Ma i veri perdenti sono i partiti di centrosinistra che, pur riconfermando i propri sindaci in alcune città importanti come Rijeka (Fiume) e Osijek (nell'est della Croazia), rispetto a quattro anni fa hanno perso terreno quasi ovunque. Particolarmente indicativa è la sconfitta a Zagabria della liberale Anka Mrak Taritas.

Nonostante la stampa per mesi prevedesse una sua vittoria, Zagabria ieri ha rieletto con il 52% dei voti il controverso populista Milan Bandic, che è al sesto mandato consecutivo. Per la sua riconferma non hanno avuto eccessivo peso i tanti scandali di corruzione in cui sarebbe coinvolto. Sul suo nome sembra si siano riversati non solo i voti dei suoi fedelissimi, ma anche quelli delle destre.

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SDA-ATS