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Crollano le Borse europee, Piazza Affari a picco

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 agosto 2011 - 20:01
(Keystone-ATS)

Torna il terremoto sui mercati finanziari. L'Europa brucia 298 miliardi (20 vanno in fumo solo a Milano) e segna il maggior crollo dagli inizi del 2009, quando ancora si viaggiava nel pieno della crisi spalancata dal crac Lehman. Sono proprio i timori sempre maggiori di un nuovo tuffo nella recessione, il tanto temuto 'double dip', ad affondare tutti i listini, con anche Francoforte (-5,82%) e Londra (-4,49%) questa volta in caduta libera assieme a Milano (-6,15%). Wall Street si accoda e quando l'Europa ha ormai chiuso viaggia su cali del 4% (-3,8% il DJ attorno alle 19 in Italia, -4,7% il Nasdaq). Insomma, una fuga a rotta di collo da tutti i mercati. Non può che beneficiarne, solitario, il bene rifugio di sempre: l'oro, che aggiorna ancora il record storico segnando a New York quotazioni a 1.829,40 dollari l'oncia (in altre parole, il costo di un grammo vola a 40,9 euro).

A scatenare le vendite fin dal mattino sono delle apprensioni tutte nuove sulla solidità delle banche europee, dopo la notizia del Wall Street Journal sul monitoraggio avviato dalle autorità federali Usa sui livelli di finanziamento delle filiali Oltreoceano dei grandi istituti del Vecchio Continente. Lo spettro è insomma niente meno che quello di una tenuta del sistema creditizio.

Nella giornata erano però attesi dei dati economici aggiornati e sul timore di una doccia fredda le vendite si erano ampliate già prima della loro diffusione. La realtà ha poi superato i peggiori timori. L'indice Fed di Philadelphia, che monitora l'attività del comparto manifatturiero nel distretto orientale americano, ad agosto sprofonda a -30,7 dopo il +3,2 di luglio. In pratica, è il primo dato su come sta andando l'industria Usa ad agosto e dice male. Va poi peggio del previsto la crescita delle richieste di sussidi di disoccupazione, mentre deludono le attese anche i vari indicatori sui prezzi. I mercati insomma non sanno da che parte girarsi per piangere e quando nel primo pomeriggio apre Wall Street e va subito giù a ruota libera le piazze europee son ormai pronte ad alzare bandiera bianca. Tra l'altro ben due funzionari della Fed finiscono col gettare benzina sul fuoco sottolineando l'uno, il capo della Fed di Dallas, che non è compito della banca centrale Usa intervenire a difesa degli investitori e l'altro, il suo collega di Philadelphia, stigmatizzando l'impegno del governatore Ben Bernanke a mantenere i tassi d'interesse a livelli prossimi allo zero fino al 2013.

Tra i giganti europei vengono bastonati particolarmente i titoli bancari, con Dexia e Societè Generale in calo di oltre il 12%, sui timori per gli approfondimenti Fed negli Usa. Il nostro campione nazionale, la Fiat, va a fondo dell'11% in una giornata di passione per tutto il comparto auto, dopo uno studio fosco di Goldman Sachs sulle vendite di auto in Europa nel 2012. Sul gruppo torinese pesano però anche timori a parte, legati all'erosione della quota di mercato in Brasile. A Milano, poi, la tempesta si scatena ancora una volta sugli istituti di credito già pluritartassati nelle infuocate sedute di Borsa di agosto: Intesa Sanpaolo perde il 9,26%), il Banco Popolare il 7,69% e Unicredit il 7,41%. Ma non ce n'è per nessuno, in tutto il listino sono una manciata i titoli in positivo, mentre è tutto in rosso il paniere che racchiude i 40 gioielli di Piazza Affari.

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