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CSt: "sì" a numero AVS quale "identificatore" universale

Il Consiglio degli Stati ha detto sì al numero AVS quale identificatore universale KEYSTONE/GAETAN BALLY sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 10 giugno 2020 - 11:22
(Keystone-ATS)

In futuro, il numero AVS potrebbe diventare una sorta di "passepartout" in grado di rendere più efficienti e celeri i processi amministrativi. Un progetto in tal senso del Consiglio federale è stato accolto oggi dal Consiglio degli Stati con 37 voti a 5 e 1 astenuto.

Il dossier passa ora al Nazionale.

Tale modifica della legge sull'AVS risponde a una richiesta della Confederazione, dei cantoni e dei comuni. Sarà permesso l'uso sistematico di questo numero per svolgere compiti amministrativi. Ciò consentirà anche di essere più precisi e di garantire un'identificazione al 100% evitando ogni confusione, ha precisato Andrea Caroni (PLR/AR) a nome della commissione.

Secondo l'esecutivo, utilizzare tale numero come identificatore personale permetterebbe di aggiornare in modo automatico, rapido e preciso gli attributi personali, quali cognome, nome o stato civile, e di ridurre l'onere amministrativo per il trattamento dei dati.

Unico elemento identificativo

Con un unico elemento identificativo sarebbe possibile reperire la serie di dati giusta, per esempio se il cognome e il nome sono identici o nel caso di nomi con grafie diverse. Si possono inoltre evitare scambi d'identità che causano costose operazioni di correzione e spiacevoli conseguenze per gli interessati.

Il messaggio governativo dello scorso autunno prevede un utilizzo più ampio e controllato del numero AVS, ciò che dovrebbe agevolare le autorità nello svolgimento dei loro compiti. Rimane escluso l'uso meramente privato.

I "senatori" hanno aggiunto alla lista delle istituzioni autorizzate a utilizzare il numero AVS gli organi incaricati dell'esecuzione di controlli previsti da una convenzione collettiva di lavoro giuridicamente vincolante. "Se lo scopo di lottare contro il lavoro in nero è legittimo, si tratta comunque di un compito privato e l'uso del numero AVS in questi casi non è la giusta soluzione", ha dichiarato il consigliere federale Alain Berset, tentando invano di convincere il plenum a cambiare idea.

Senza grande entusiasmo

Diversi "senatori", scettici circa il rapporto costi-benefici del progetto e il reale vantaggio per i cittadini, si sono detti contrari all'entrata in materia. Daniel Fässler (PPD/AR) ha in particolare sottolineato come le confusioni siano attualmente soltanto lo 0,02% dei casi. Dal canto suo, Lisa Mazzone (Verdi/GE) ha espresso il suo scetticismo sul collegamento dei dati. A suo avviso, al fine di garantire la sicurezza delle informazioni, cantoni e comuni dovranno reperire personale e mezzi tecnici.

Il rischio di collegamento dei dati (utilizzando i numeri d'identificazione corrispondenti nelle diverse banche dati è possibile combinare l'elaborazione di numerose informazioni statistiche ndr.), esiste già oggi e un "no" al progetto non lo farà scomparire, le ha risposto Alain Berset. Il nuovo sistema è soggetto a requisiti severi per quanto riguarda la protezione e la sicurezza dei dati, ha aggiunto.

Il numero AVS è già ampiamente utilizzato da diverse decine di migliaia di istituzioni. Se se ne impedisse l'impiego, ciò creerebbe "un caos immenso", ha messo in guardia Berset. Benché il progetto non susciti "un grande entusiasmo", è necessario creare una base legale per tali istituzioni e prendere misure per arginare i rischi, ha aggiunto.

In modo casuale

Il numero AVS è utilizzato già oggi quale identificatore personale, soprattutto nell'ambito delle assicurazioni sociali. Può essere impiegato anche al di fuori di esse, se ciò è esplicitamente previsto da una base legale federale, cantonale o comunale.

L'attuale numero AVS a 13 cifre è stato introdotto nel 2008. Si tratta di un identificatore che, contrariamente a quello precedente, non contiene alcuna informazione personale. È generato in modo casuale, è univoco e rimane invariato per tutta la vita.

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