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CSt: al via sessione invernale, accolti nuovi 19 "senatori"

Il nuovo presidente del Consiglio degli Stati, il socialista bernese Hans Stöckli. KEYSTONE/ALESSANDRO DELLA VALLE sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 02 dicembre 2019 - 17:21
(Keystone-ATS)

È incominciata oggi pomeriggio anche al Consiglio degli Stati la sessione invernale. Diciannove nuovi consiglieri/e agli Stati hanno giurato o promesso, tra cui anche i Ticinesi Marco Chiesa (UDC) e Marina Carobbio (PS).

Poiché ogni Cantone ha regole sue proprie per l'elezione dei "senatori" quanto a tempi e modi, come ha ricordato il nuovo presidente della Camera dei Cantoni, il socialista bernese Hans Stöckli (eletto con 39 voti su 43 schede distribuite, di cui una nulla e due bianche), per questa camera "non" incomincia una nuova legislatura come al Consiglio nazionale.

Dopo questa - utile - lezione di civica, Stöckli non ha potuto non rammentare il profondo rinnovamento della Camera dopo le elezioni federali dello scorso ottobre. È la prima volta nella storia moderna della Confederazione che si insediamo oltre 20 nuovi "senatori", in particolare provenienti dalla Romandia.

Stöckli ha voluto poi ringraziare il suo predecessore Jean-René Fournier (PPD/VS), che non si è più ripresentato, e tre "senatori" non più rieletti: Werner Hösli (UDC/GL), Beat Vonlanthen (PPD/FR) e Filippo Lombardi (PPD/TI), quest'ultimo definito da Stöckli l'uomo del Consiglio degli Stati (qui Lombardi ha lavorato per vent'anni, n.d.r.).

Oggi ha giurato/promesso la maggior parte dei nuovi eletti (19 su 22), tra cui Marina Carobbio e Marco Chiesa. Mercoledì toccherà per esempio a Maya Graf (Verdi/BL), dal momento che il suo Cantone non ha ancora ufficialmente confermato l'elezione dell'ecologista, già a lungo consigliera nazionale.

Dopo aver promesso o giurato di rispettare la Costituzione federale, una giovane cantante ha intonato il salmo svizzero di fronte ai consiglieri/e agli Stati che l'hanno accompagnata dopo le prime strofe, mentre il pubblico ascoltava in silenzio. Per l'occasione tutti erano in piedi.

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