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Gli effettivi del Corpo delle guardie di confine vanno aumentati. Ne è convinto il Consiglio degli Stati che oggi ha approvato due iniziative cantonali di Basilea Campagna e Basilea Città che chiedono al Consiglio federale di legiferare in tal senso.

Il Nazionale deve ancora pronunciarsi.

I due testi, praticamente identici, sono stati accolti rispettivamente con 31 voti contro 8 e 1 astenuto e con 31 voti contro 9. Per far fronte all'"incremento allarmante" della criminalità transfrontaliera, i due Basilea chiedono in particolare che una parte dei 24 posti supplementari creati nel 2013 dal Consiglio federale siano loro attribuiti.

Il governo aveva deciso che le nuove guardie di confine sarebbero assegnate prioritariamente alla Svizzera romanda. Il Ticino e il nord-ovest della Svizzera beneficerebbero "in misura minore" di questo rafforzamento, hanno criticato Laufen e Basilea.

Nessun bisogno di legiferare

La maggioranza della commissione è favorevole all'obiettivo delle due iniziative, poiché occorre rimediare ai problemi di sicurezza nelle zone frontaliere. Tuttavia essa ritiene che non sia necessario legiferare, ha spiegato Alex Kuprecht (UDC/SZ).

A suo avviso, tali iniziative non costituiscono la maniera adeguata per risolvere il problema. Sarebbe meglio intervenire durante l'esame del preventivo, ha spiegato Kuprecht a nome della commissione. Non è poi compito del Parlamento imporre direttive al Corpo delle guardie di confine.

Inoltre, il democentrista svittese ha ricordato che le iniziative riprendono in gran parte i concetti di una mozione del consigliere nazionale Marco Romano (PPD/TI), che è già stata accolta dal Parlamento. Infine, lo scorso giugno, il Consiglio federale ha deciso di creare ulteriori 48 posti supplementari per le guardie di confine.

Dare un segnale

Queste spiegazioni non hanno convinto i "senatori" basilesi Claude Janiak (PS/BL) e Anita Fetz (PS/BS), i quali hanno difeso le due iniziative al fine di dare un segnale al governo. Altri rappresentanti dei cantoni frontalieri, quali Robert Cramer (Verdi/GE) e Filippo Lombardi (PPD/TI), li hanno sostenuti. Alla fine il plenum ha deciso a larga maggioranza di dar seguito ai due testi.

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SDA-ATS