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CSt: bombe a grappolo, primo passo verso distruzione stock

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 settembre 2011 - 12:01
(Keystone-ATS)

La Svizzera ha compiuto oggi un primo passo verso l'eliminazione totale delle munizioni a grappolo in suo possesso. Il Consiglio degli Stati ha adottato oggi per 26 voti senza opposizione una modifica della legge sul materiale bellico che permetterà alla Svizzera di ratificare una convenzione internazionale in tal senso. Il dossier va al Nazionale.

Il trattato in questione è la Convenzione sulle munizioni a grappolo (Convention on Cluster Munitions, CCM) che stabilisce il principio di un divieto completo di queste armi e del finanziamento della loro produzione, anche per vie indirette.

In svizzera non vengono prodotte bombe a grappolo. Tuttavia, Berna si è impegnata a distruggere i suoi stock. A tale proposito, "la Confederazione intende mettere a disposizione da 25 a 35 milioni di franchi per finanziare le strutture volte all'eliminazioni di questi ordigni nell'arco di otto anni", ha ricordato in aula la ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey.

La Svizzera possiede 200'000 pezzi di simili munizioni. Si tratta di armi prodotte negli anni Ottanta e Novanta e costate 652 milioni di franchi.

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