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I criminali kosovari devono poter scontare la pena nel loro Paese. È quanto prevede la Convenzione sul trasferimento dei condannati - conclusa tra Berna e Pristina - che il Consiglio degli Stati, seguendo il Nazionale, ha approvato oggi con 35 voti senza opposizioni. Il progetto è pronto per la votazione finale nell'ultimo giorno di sessione.

Il trasferimento di condannati permetterà di ridurre la quota, attualmente in crescita, di stranieri nelle prigioni elvetiche, ha spiegato la presidente della commissione preparatoria Anne Seydoux-Christe (PPD/JU). L'accordo ha anche uno scopo umanitario: per un detenuto è infatti molto più facile reinserirsi nella società se ha la possibilità di scontare la pena nel suo contesto culturale.

La convenzione - che si applica anche per i cittadini svizzeri condannati in Kosovo - non conferisce comunque alla persona condannata il diritto di scontare la pena in patria. Gli Stati non sono infatti obbligati ad accettare le domande di trasferimento.

Il trattato bilaterale prevede pure, a determinate condizioni, la possibilità di trasferire i condannati contro la loro volontà, in particolare se la persona che si trova in prigione dovrà essere espulsa al termine della pena. Contro tale decisione, in Svizzera, si potrà inoltrare ricorso al Tribunale penale federale.

L'accordo prevede anche, contrariamente a quanto prevede la convenzione del Consiglio d'Europa, che sarà lo Stato di condanna ad assumersi le spese di trasferimento. Tale clausola è stata inserita per impedire che un trasferimento non possa essere eseguito poiché lo Stato d'esecuzione non può o non vuole assumerne i costi.

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SDA-ATS