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Via libera degli Stati alla proposta del Nazionale sui documenti segreti.

KEYSTONE/ANTHONY ANEX

(sda-ats)

I giornalisti che divulgano documenti segreti non dovrebbero più obbligatoriamente finire davanti a un tribunale. Il Consiglio degli Stati ha approvato oggi - per 32 voti a 11 e 1 astenuto - un progetto del Nazionale volto a modificare il Codice penale in tal senso.

Il dossier è ora pronto per le votazioni finali.

L'articolo 293 del Codice penale punisce con una multa chi pubblica, totalmente o parzialmente, un atto, un'istruzione o un dibattito tenuti segreti per legge. Lo stesso vale per una decisione presa da un'autorità. Il giudice può rinunciare a infliggere la pena se il segreto è poco rilevante.

Il progetto, elaborato dalla commissione degli affari giuridici del Nazionale, esenta da procedimenti le pubblicazioni che non necessitano in modo imperativo della segretezza. In questo modo vengono soppesati gli interessi in gioco.

Una minoranza avrebbe voluto semplicemente abolire l'articolo, sostenendo che esso limita troppo la libertà di stampa. Non occorre imporre una museruola ai giornalisti, facendoli diventare i difensori del segreto ufficiale, ha criticato Daniel Jositsch, (PS/ZH). La soluzione del Nazionale è puramente cosmetica e non risolve completamente il problema, gli ha fatto eco Robert Cramer (Verdi/GE).

Ma questi argomenti non hanno convinto la maggioranza dei "senatori", che al pari del Consiglio federale e del Nazionale si sono opposti a tale abrogazione. Dal canto suo, Martin Schmid (PLR/GR) avrebbe voluto che si restasse allo status quo, rilevando che non occorre accordare un maggior margine di apprezzamento ai giudici.

La soluzione proposta dal Nazionale è conforme alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, ha sottolineato la ministra della giustizia Simonetta Sommaruga.

Secondo il governo, la disposizione - seppur riveduta - continua a proteggere la formazione dell'opinione delle autorità e nel contempo anche i privati cittadini coinvolti in un procedimento continuano ad essere tutelati dalla diffusione di informazioni che potrebbero nuocere loro, ha aggiunto la Sommaruga.

Dal canto loro, i giornalisti dovranno a loro volta assicurarsi che la pubblicazione di un'informazione sensibile sia opportuna. Se ciò non fosse il caso, potrebbero essere ritenuti responsabili.

Con la modifica dell'articolo 293, che punisce la pubblicazione di deliberazioni ufficiali segrete, s'intende affermare con chiarezza che i giudici devono "ponderare l'interesse al mantenimento del segreto da un lato e quello all'informazione del pubblico dall'altro".

Nel caso in cui il secondo prevalesse sul primo, il progetto prevede "l'impunibilità", ossia l'assoluzione, anziché la "mera esenzione dalla pena" come previsto finora.

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SDA-ATS