Sulla riforma dell'esercito (Uses) il Consiglio degli Stati ha eliminato le ultime divergenze col Nazionale esprimendosi a favore di 6 corsi di ripetizione l'anno di tre settimane ciascuno e su un finanziamento di 20 miliardi di franchi per il periodo 2017-2020.

Su quest'ultimo aspetto la sinistra ha tentato in extremis di far desistere il plenum dal fissare un tetto di spesa massimo per l'esercito in un decreto separato.

Visto il prossimo programma di stabilizzazione delle finanze federali, vi è il rischio infatti che ambiti come la ricerca e l'agricoltura vengano chiamati a far sacrifici maggiori di quelli già previsti, hanno sostenuto in aula Géraldine Savary (PS/VD) e Claude Hêche (PS/JU).

La destra ha insistito invece sulla necessità di fissare un limite di spesa di 20 miliardi, somma che il Dipartimento federale della difesa potrà modulare come meglio crede ogni anno a seconda delle necessità, affinché la riforma dell'esercito così come concepita possa essere effettivamente realizzata.

Benché più piccolo - dai 200 mila soldati attuali a 100 mila - l'esercito del futuro sarà meglio equipaggiato e in grado di essere mobilitato in tempi rapidi (35 mila soldati in dieci giorni e l'intero esercito in venti).

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