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CSt: immunità, nuove regole per deputati e "ministri"

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 giugno 2011 - 09:41
(Keystone-ATS)

I parlamentari dovranno essere più attenti in futuro alle dichiarazioni che fanno in pubblico. L'immunità parlamentare infatti sarà limitata solo ai reati in "rapporto diretto" con la loro attività alla Camere. È quanto hanno deciso oggi gli Stati che hanno approvato in via definitiva una modifica delle regole finora in vigore.

Esaminando il dossier a livello di divergenze, per 21 voti a 8 i "senatori" hanno poi deciso - in sintonia col Nazionale - di abolire la disposizione che protegge i membri del Consiglio federale da inchieste penali in caso di un'infrazione non collegata alla loro attività ufficiale. Attualmente inchieste sono possibili solo con l'accordo del ministro coinvolto o dell'esecutivo.

Le modifiche legislative riguardano soprattutto l'immunità dei parlamentari. L'immunità assoluta, che protegge i deputati contro eventuali procedimenti penali per affermazioni proferite in commissione o in parlamento, sarà mantenuta.

Sarà invece limitata l'immunità relativa: quest'ultima permette oggi agli eletti di sottrarsi alla giustizia per infrazioni commesse in relazione all'attività politica. In futuro saranno protetti solo per reati commessi in "rapporto diretto" con l'attività di parlamentare. Un deputato sospettato di diffamazione o calunnia sulla base di articoli di giornale potrebbe quindi dover rispondere davanti ai giudici.

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