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CSt: no rendita AI a condannati in fuga

In futuro, i condannati a beneficio di una rendita d'invalidità che fuggono all'estero non dovrebbero più godere delle prestazioni assicurative. Lo chiede una mozione - già approvata dal Nazionale - adottata oggi dagli Stati.

L'atto parlamentare presentato dal consigliere nazionale Ruedi Lustenberger (PPD/LU) prende le mosse da una una decisione della corte di diritto sociale del Tribunale federale di Lucerna. Questa corte ha annullato una sentenza del Tribunale amministrativo federale con cui si approvava la soppressione della rendita di un beneficiario AI fuggito in Thailandia per non andare in carcere.

Stando all'articolo 21 capoverso 5 della legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), il versamento di prestazioni può essere sospeso durante l'esecuzione di una pena o di una misura. Tuttavia, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, quando un assicurato si sottrae all'esecuzione di una punizione questo articolo non è applicabile, proprio perché la pena non è ancora stata eseguita. Non è quindi possibile sospendere le prestazioni, hanno sostenuto i giudici lucernesi.

Da qui la mozione di Lustenberger, approvata dagli Stati, con cui si chiede di modificare il diritto vigente tenendo conto della sentenza del Tribunale amministrativo federale e non dell'istanza superiore. Stando all'autore della mozione, la situazione attuale fa sì che un assicurato che fugge per non andare in carcere sia privilegiato rispetto a uno che affronta la pena o una misura restrittiva.

Il Consiglio federale si è detto d'accordo con la mozione, pur sostenendo che il caso denunciato da Lustenberger è più unico che raro.

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