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CSt: no taglio Iva per sostenere ristorazione e turismo

Marco Chiesa (a destra), mentre discute col ministro delle finanze, Ueli Maurer. KEYSTONE/ALESSANDRO DELLA VALLE sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 04 giugno 2020 - 15:56
(Keystone-ATS)

Fumata nera oggi al Consiglio degli Stati per una mozione di Marco Chiesa (UDC/TI) che chiedeva una riduzione temporanea o l'esenzione dall'IVA per aiutare i settori economici più toccati dalla pandemia, specie il settore della ristorazione e quello alberghiero.

Per il ministro delle finanze, Ueli Maurer, una diminuzione di questo balzello non rappresenta una priorità al momento e avrebbe in ogni caso un impatto limitato sulla domanda.

Secondo il "senatore" ticinese, un'amnistia o una riduzione dell'IVA potrebbe comportare, a seguito della corrispettiva diminuzione dei prezzi, un effetto stimolante sulla domanda interna e sul fatturato oggi in sofferenza.

Un simile intervento potrebbe ridare fiato ai settori più colpiti dalla pandemia, come quello della ristorazione e quello alberghiero, agevolando anche la restituzione dei prestiti garantiti dalla Confederazione da parte di quelle imprese che li hanno richiesti.

Un obiettivo condiviso anche da Stefan Engler (PPD/GR) il quale, rivolto al consigliere federale Maurer, ha giudicato del tutto inutile perorare le vacanze in Svizzera se non si fa qualcosa per aiutare il settore. In Germania, ha ricordato il "senatore" grigione, l'Iva sulla ristorazione è stata diminuita temporaneamente dal 19% al 7%, proprio per sostenere un settore fortemente penalizzato dalla pandemia di coronavirus.

Nel suo intervento, Christian Levrat (PS/FR) ha affermato che prima o poi la Confederazione dovrà venire in aiuto ai settori più toccati dalla crisi, come quello del turismo, agendo sia sull'offerta che sulla domanda, per esempio rafforzando il potere d'acquisto dei consumatori. Tuttavia, la soluzione proposta dalla mozione non è quella giusta, poiché altri settori economici potrebbero rivendicare lo stesso trattamento privilegiato.

Tra l'altro, una volta fissato un tasso privilegiato, anche se temporaneamente, diventerebbe difficile rialzarlo, secondo il presidente del partito socialista. Eva Herzog (PS/BS), dal canto suo, ha fatto notare che una sforbiciata alle tasse stravolgerebbe la politica attuale del Consiglio federale, basata piuttosto su aiuti diretti per sostenere il potere d'acquisto dei lavoratori. Un taglio delle tasse avrebbe come conseguenza minori introiti per le casse dello Stato, obbligando il Consiglio federale a presentare programmi di risparmio.

In aula, Maurer ha ricordato che il Consiglio federale ha posto in vigore il 20 marzo un'ordinanza concernente la rinuncia temporanea agli interessi di mora in caso di pagamento tardivo di imposte. Il differimento permette di evitare i problemi di liquidità.

Vista l'aliquota d'imposta vigente del 3,7%, le promozioni settoriali come la riduzione dell'aliquota speciale per prestazioni del settore alberghiero nell'ambito dell'IVA avrebbero poi un potenziale relativamente ridotto per stimolare la domanda nel settore del turismo.

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