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CSt: pesticidi; non bisogna forzare la mano al Governo su glifosato

Negli ultimi mesi molte critiche sono state mosse contro l'uso del glifosato nell'agricoltura KEYSTONE/AP/MARKUS SCHREIBER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 10 marzo 2020 - 13:00
(Keystone-ATS)

Non occorre forzare la mano al Governo affinché vieti l'uso del glifosato in Svizzera. Oggi gli Stati non hanno dato seguito tacitamente a due iniziative cantonali di Ginevra e Giura, che chiedono di bandire l'uso del pesticida. Il Nazionale deve ancora pronunciarsi.

Con la sua iniziativa il Canton Giura chiede di vietare al più presto la commercializzazione e l'impiego del Roundup e di prodotti simili contenenti il glifosato. Dal canto suo, Ginevra chiede di organizzare un'uscita programmata dal glifosato e di sostenere la ricerca agronomica per trovare alternative a questo diserbante.

Pur riconoscendo l'importanza del problema, il "senatore" Peter Hegglin (PPD/ZG) ha ricordato che tali obiettivi sono già stati integrati nell'iniziativa parlamentare della Commissione dell'economia e dei tributi degli Stati intitolata "Ridurre il rischio associato all'uso di pesticidi". Quest'ultima prende in considerazione tutte le sostanze in funzione del loro potenziale di rischio anziché emanare una regolamentazione per ciascuna di esse.

Prodotto contestato

Il glifosato è un prodotto molto contestato, ha sottolineato in aula Adèle Thorens (Verdi/VD). È classificato come "cancerogeno probabile" dal Centro internazionale di ricerca sul cancro, un organo dell'Organizzazione mondiale della sanità.

Per gli avversari di un divieto, il principio di precauzione dovrebbe prevalere, visto che gli erbicidi interessati rappresentano un mercato di circa un miliardo di euro e la sostanza attiva è molto apprezzata dagli agricoltori per la sua efficacia e il suo basso costo. La Commissione europea ha adottato in dicembre una nuova licenza per il glifosato, dopo oltre due anni di battaglia attorno a questo erbicida.

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