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Le rendite dell'AVS vanno aumentate di 70 franchi mentre il tetto della rendita per coniugi deve passare dal 150 al 155%. È quanto deciso oggi dal Consiglio degli Stati con 27 voti a 17 durante l'esame del progetto "Previdenza per la vecchiaia 2020".

Per la maggioranza dei "senatori", l'aumento delle rendite AVS è una delle misure necessarie per compensare l'abbassamento del cosiddetto "tasso di conversione", ossia la percentuale applicata agli averi del Secondo pilastro che permette di calcolare la pensione annua. Ieri la Camera dei Cantoni aveva infatti deciso di ridurre l'aliquota dall'attuale 6,8% al 6,0%.

Oggi una minoranza di "senatori" UDC e PLR ha invano chiesto di rinunciare all'aumento delle rendite AVS: "si rischia di spendere qui quanto si risparmia altrove", ha criticato Felix Gutzwiller (PLR/ZH). "È una soluzione 'nice to have' che però peserà sulle spalle delle generazioni future", ha aggiunto Alex Kuprecht (UDC/SZ).

Molti parlamentari hanno però insistito sul fatto che senza misure compensatorie non è possibile far accettare alla popolazione una riforma che comprende un aumento a 65 anni dell'età pensionabile per le donne (decisione presa ieri) e un abbassamento del tasso di conversione.

"Senza compensazioni, la riduzione delle aliquote si tradurrà in un calo delle rendite del 12%", ha osservato Konrad Graber (PPD/LU). L'obiettivo del progetto è invece proprio quello di mantenere invariate le pensioni, ha ricordato.

Nel suo messaggio, il Consiglio federale aveva previsto di compensare unicamente nel Secondo pilatro l'abbassamento del tasso di conversione. L'idea era di aumentare il capitale vecchiaia disponibile al momento del pensionamento in modo tale che avesse completamente controbilanciato il calo delle aliquote.

A tale scopo aveva proposto tutta una serie di misure, quali la soppressione della deduzione di coordinamento - la parte più bassa del salario che non è assicurata nel quadro del Secondo pilastro - e un aumento dei prelievi salariali dei lavoratori. Il Consiglio degli Stati ha però voluto compensare parte delle perdite generate dall'abbassamento del tasso di conversione con un aumento delle rendite dell'AVS.

L'aumento delle rendite AVS, che nel 2030 dovrebbe pesare 1,4 miliardi di franchi sulle casse del Primo pilastro, sarà finanziato con un incremento dei prelievi sui salari, di 0,3 punti percentuali. I contributi versati dal lavoratori dipendenti passeranno così dall'8,4% all'8,7% del reddito determinante. Per gli indipendenti saliranno dal 7,8% all'8,1%.

L'innalzamento dell'età pensionabile per le donne contribuirà pure a finanziare l'aumento delle rendite del Primo pilastro nella misura di 1,1 miliardi di franchi. Oggi i "senatori" si sono espressi sul ritmo di adeguamento: con 26 voti contro 11 hanno deciso che l'aumento avverrà in quattro anni e non in sei come proposto dall'esecutivo.

L'incremento auspicato del capitale vecchiaia potrà tuttavia essere effettivo nella misura auspicata solo per i più giovani. Solo per loro infatti le misure compensative a lungo termine basteranno a controbilanciare la riduzione delle prestazioni derivante dalla riduzione dell'aliquota minima di conversione.

La cosiddetta generazione transitoria non avrà invece il tempo per accumulare sufficienti accrediti di vecchiaia. Per questo motivo è previsto un versamento unico straordinario per garantire le loro rendite.

Il governo aveva previsto di concedere questo versamento alle persone che avevano 40 anni o più all'entrata in vigore della riforma. Gli Stati hanno però preferito concentrare gli aiuti a coloro che hanno più di cinquant'anni ritenendo che un periodo di transizione di 25 anni fosse troppo lungo.

Oggi i "senatori" hanno anche deciso, all'unanimità, di non ridurre il contributo della Confederazione alle uscite annue dell'assicurazione vecchiaia e superstiti. Questo rimarrà così al 19,55%. L'esecutivo proponeva di portarlo al 18%.

La Camera dei cantoni ha anche rinunciato a modificare le rendite di vedovanza ritenendo che tale riforma sia prematura e difficilmente difendibile in votazione. Il Governo proponeva di sopprimere la rendita per le vedove senza figli. I vedovi o le vedove con un figlio minorenne a carico avrebbero avuto il 60% invece dell'80% della rendita vecchiaia corrispondente. La rendita per orfani sarebbe invece stata aumentata dal 40 al 50%.

I dibattiti sono stati interrotti poco prima delle 13.00. Riprenderanno domani quando i "senatori" si esprimeranno sugli ultimi punti ancora in sospeso. Tra questi figura aumento dell'IVA: la commissione preparatoria propone un incremento dell'imposta sul valore aggiunto dell'1%, l'esecutivo dell'1,5%.

Ieri il Consiglio degli Stati aveva già approvato alcuni punti essenziali della Previdenza 2020. Oltre all'aumento dell'età pensionabile delle donne e all'abbassamento del tasso di conversione, i "senatori" hanno introdotto il principio del pensionamento flessibile da 62 a 70 anni.

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SDA-ATS