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Il Consiglio degli Stati vuole regolamentare meglio le pratiche delle agenzie d'incasso, ma non vuole vietare alle società private di schedare i singoli cittadini in materia di solvibilità. I "senatori" hanno tacitamente adottato oggi un postulato di Raphäel Comte (PLR/NE) e respinto, con 20 voti contro 15, una mozione di Géraldine Savary (PS/VD).

I registri privati di solvibilità schedano le persone a loro insaputa. Le informazioni sono spesso inesatte, i crediti contestabili e i nomi confusi, ha affermato Savary, sostenendo che c'è un bisogno urgente di agire. Tali elenchi, a differenza del registro esecuzioni e fallimenti e dell'IKO (registro fondato sulla Legge sul credito al consumo), non hanno alcuna base legale, ha precisato la vodese.

La consigliera federale Simonetta Sommaruga ha riconosciuto che esiste un problema. La proposta di vietare del tutto la conservazione di informazioni in registri privati viene però giudicata eccessiva. Il governo è tuttavia disposto a vagliare la necessità di un intervento legislativo durante la revisione della Legge federale sulla protezione dei dati.

I "senatori" hanno invece accolto il postulato di Comte che chiede al governo di esaminare la necessità di regolare meglio le pratiche delle agenzie d'incasso, in particolare introducendo limiti chiari ai metodi ammessi per ottenere l'importo dovuto dal debitore.

Per Comte non è infatti raro che tali società agiscano ai limiti della legalità per ottenere il rimborso del debito. Le molestie non sono esercitate soltanto per telefono, tramite sms o e-mail, ma anche attraverso lettere minatorie.

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SDA-ATS