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L'iniziativa popolare dei Verdi liberali "Imposta sull'energia invece dell'IVA" rappresenta un salto nel buio, con conseguenze nefaste sull'economia e sulle assicurazioni sociali. Ne è convinto il Consiglio degli Stati che, per 34 voti a 3 e 5 astenuti, ha raccomandato a popolo e cantoni di respingere questo testo. In precedenza, la camera dei cantoni aveva bocciato una proposta di rinvio in commissione per la presentazione di un controprogetto diretto. Il dossier va al Consiglio nazionale.

La modifica costituzionale preconizzata dai Verdi liberali chiede l'introduzione di un'imposta sulle energie non rinnovabili (come il petrolio, il gas naturale, il carbone e l'uranio) proponendo di compensare l'onere fiscale supplementare che graverebbe sul consumo di energia mediante la soppressione dell'IVA.

Il plenum, come il Consiglio federale, approva l'idea di fondo di tassare l'energia per conseguire gli scopi della politica climatica ed energetica, ma respinge la soppressione dell'imposta sul valore aggiunto.

Secondo il governo non è auspicabile che l'ammontare della tassa proposta sull'energia si orienti esclusivamente sulle entrate attuali dell'IVA. Per finanziare le amministrazioni pubbliche e le assicurazioni sociali sarebbero necessarie tasse sull'energia assai elevate che supererebbero di molto la misura giustificabile di una politica energetica e climatica.

SDA-ATS