Navigation

CSt: videogiochi violenti; non occorre intervenire maggiormente

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 settembre 2014 - 12:20
(Keystone-ATS)

Non occorre intervenire maggiormente per proteggere i giovani dai videogiochi violenti. Ricordando le misure in tal senso previste per l'anno prossimo dal Consiglio federale, il Consiglio degli Stati ha affossato oggi tacitamente un'iniziativa cantonale lucernese che chiedeva un divieto di questi giochi.

Le autorità e i servizi specializzati dovrebbero in particolare collaborare di più per prevenire e lottare contro la violenza giovanile, secondo il rapporto "Giovani e media" presentato lo scorso aprile dall'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS).

In seguito alla pubblicazione di questo documento, la Confederazione presenterà entro l'estate 2015 provvedimenti e proposte allo scopo di agire contro la violenza tra i giovani. Si tratta di una buona risposta all'iniziativa del canton Lucerna, ha spiegato Géraldine Savary (PS/VD) a nome della commissione.

La Camera dei cantoni non vuole neppure legiferare contro gli sport violenti, come chiedeva l'iniziativa. Secondo i "senatori", la pratica di discipline che mescolano diverse arti marziali come "mixed-martial-arts" o "ultimate fighting", resta marginale in Svizzera. Il dossier passa al Consiglio nazionale.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.