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Cuba: al via licenze per 250 piccole imprese private

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 ottobre 2010 - 08:18
(Keystone-ATS)

L'AVANA - Il governo di Raul Castro cerca di fare fronte ad una grave crisi economica che attanaglia Cuba varando una grande riforma che comprende il taglio di mezzo milione di lavoratori statali, la consegna di licenze per aprire piccole imprese private e l'imposizione di una "cultura delle tasse" mai esistita nel Paese.
Le procedure di consegna delle licenze nell'ambito dell'apertura dell'iniziativa privata sono cominciate ieri. Lo Stato prevede di consegnare 250 licenze in 178 settori per cercare di ricollocare il mezzo milione di lavoratori statali che saranno licenziati entro marzo 2011.
A Cuba dallo Stato dipende l'85% della forza lavoro. Ci sono circa 143'000 licenze di piccoli lavoratori privati (su una popolazione di 11 milioni), un tipo di lavoro creato negli anni Novanta a Cuba a seguito della crisi economica innescata dal crollo dell'Urss, da cui dipendeva economicamente l'isola caraibica.
Molte delle attività per le quali si offre la possibilità di avere una licenza e, per la prima volta, di creare una piccola impresa, esistono da anni in maniera illegale e "non si può garantire che tutte diventeranno legali", avvertono Pavel Vidal e Omar Everleny, ricercatori del Centro de estudios de la economia cubana.
Vidal e Everleny chiedono più opportunità e più stimoli economici per i privati, come un commercio all'ingrosso dei materiali fino ad ora inesistente. E comunque non credono che l'iniziativa privata riuscirà ad assorbire entro un'anno il mezzo milione di lavoratori statali licenziati.
I piccoli imprenditori dovranno pagare una nuova tassa tra il 25 e il 50% di quanto dichiarato a fine anno. Non dovranno pagare tasse quelli che guadagneranno meno di circa 200 franchi svizzeri al mese. Lo stipendio medio è adesso di circa 20 franchi mensili.
Ci saranno anche tasse del 10% sulle vendite e del 25% di contributi previdenziali. I nuovi piccoli imprenditori dovranno pagare tasse per i loro lavoratori e anche una tassa del 10% per l'affitto di case, garage o locali per le loro imprese.
Il governo lavora affinchè i cubani assimilino una "cultura tributaria", ha detto qualche settimana fa il capo dell'Ufficio nazionale dell'amministrazione tributaria Yolanda Alvarez.
In un appello alla popolazione a pagare le tasse, il quotidiano Granma, organo ufficiale del Partito comunista cubano (Pcc), ha scritto venerdì: "Contrariamente a quanto molti cubani pensano, le tasse non sono legate a misure repressive o sanzioni".

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