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Curafutura rinuncia a richieste di rimborso materiali di cura

Gli assicuratori non devono pagare il materiale necessario per le prestazioni di cura

Keystone/GAETAN BALLY

(sda-ats)

Le casse malattie riunite sotto l'associazione Curafutura rinunciano alle richieste di rimborso nei confronti di Spitex, che si occupa di assistenza a domicilio, di case di cura e di personale infermieristico indipendente.

Secondo una recente decisione del Tribunale amministrativo federale (TAF), gli assicuratori per sette anni hanno pagato prestazioni superiori al dovuto, che ora sono a carico di Cantoni e Comuni.

Per il materiale necessario per le prestazioni di cura - ad esempio bende, siringhe e ausili per la deambulazione - non sussiste dal 2018 alcun diritto al rimborso separato, indica in una nota odierna Helsana, che fa parte di Curafutura. Il nuovo regime di finanziamento delle cure è entrato in vigore nel 2011.

Lo scorso autunno il TAF ha emesso una sentenza a favore degli assicuratori. I giudici hanno stabilito che il materiale di cura non deve più essere fatturato tramite l'assicurazione sanitaria obbligatoria. Questi costi devono essere assunti a partire dal 2018 dai "finanziatori residui", ovvero Cantoni e Comuni.

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